Sibaritide, avvoltoi dietro la protesta



di MATTEO LAURIA

porto di coriglianoSi vive di mode: ora è il tempo del bando dei rifiuti. E, come per altri temi, non mancano gli avvoltoi che cercano di accreditarsi agli occhi degli elettori e di incassare facili consensi, sperando di trarre in inganno chi non è informato, chi lo è parzialmente, o affatto. È  legittimo esprimere un punto di vista, un po’ meno quando le questioni non si conoscono o si fa finta di non conoscerle. In quest’ultimo caso, si consuma il maldestro tentativo di carpire la buona fede dei cittadini. Sembra essere diventata una strategia per mettere in moto la macchina del consenso: si parte in quarta pur di accaparrarsi l’opinione pubblica. Sul bando per esempio molte cose non si dicono e, aspetto più grave, proprio sulle cose che non si dicono mancano le proposte alternative: come affrontare le questioni attinenti alle “eccedenze” dei rifiuti dopo il mese di maggio, quando non saranno più consentite altre proroghe? Come risolvere il “surplus” e come consentire i lavori di efficientamento e solo successivamente (?) di revamping degli impianti obsoleti di trattamento, incluso quello di Bucita?
Anche sulla vicenda del percorso alternativo al traforo di Rossano c’è chi tenta di appropriarsi del merito solo perché ha manifestato. Si manifesti e basta, perché tutto deve sempre tradursi in merito elettorale? Subordinare iniziative, anche legittime e lodevoli per impegno e abnegazione, al percepimento del consenso sa di squallore. È richiesto un minimo di stile in ogni cosa, anche in questo. In più circostanze, abbiamo ribadito la necessità di cambiare pagina rispetto al passato, di favorire forme di cambiamento partendo dai comportamenti. La logica è la stessa del sindacalista di turno che usa le strutture per aprirsi alla carriera politica. Idem nella protesta. A Cariati, le famose “Lampare” eccole approdare in una bagarre elettoralistica; a Rossano, non mancano gli esempi; a Corigliano, idem. Responsabilmente, il presidente dell’associazione “Basta Vittime della S.S. 106” Fabio Pugliese, nel rigettare varie proposte di candidatura, ha dato una lezione di comportamento proprio in questa direzione, dimostrando serietà quando afferma che tra i due momenti vi sono delle conflittualità. Pugliese rimane fedele al percorso di sensibilizzazione che sta portando avanti da tempo a favore di una delle poche arterie stradali in Italia che produce un tasso di mortalità così elevato.
E i risultati raggiunti sono ragguardevoli. Perché usare un impegno sociale, camuffarsi per paladini della società, quando poi si cova in animo la volontà di approdare al facile carrierismo politico? Allora lo si dicesse apertamente, evitando i doppiogiochismi che saranno poi scoperti dal tempo. Tutto questo per dire che la scarsa partecipazione agli eventi è spesso collegata alla percezione che hanno i cittadini di essere utilizzati. Ecco perché non si partecipa alle iniziative, non tanto per scarso senso civico ma per il timore di essere strumentalizzati. Nulla di più semplice, invece, per chi ha il desiderio di contribuire alle scelte di una città, dare vita alla costituzione di un movimento, un partito o altro, e dichiara apertamente ogni obiettivo e volontà. Mascherarsi per poi rivelarsi politico sa di raggiro.

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Una risposta

  1. Rosina ha detto:

    Credo che le persone che hanno dato anima e corpo x le cause comune,ben vengono a candidarsi.vomitevele sono chi hanno distrutto un territorio con i loro posti di potere e oggi li ritroviamo candidati..non ho mai visto un dibattito per le scuole e guarda casa oggi né abbiamo una.

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