Sanità. Sott’accusa politica e direzioni sanitarie



Marinella Grillo e Tonino Caracciolo

Abbiamo letto con soddisfazione che oltre 300 Sindaci chiedono insieme al Presidente della Regione la fine del Commissariamento della sanità calabrese. Una richiesta che noi condividiamo in pieno. Noi che siamo stati e siamo sempre contrari ai Commissariamenti in quanto non servono a nulla anzi talora arrecano solo danni come insegna la vicenda rifiuti, una storia di malaffare che ci ha consegnato solo disastri, tanto che proponiamo che anche per la difesa del suolo cessi subito il Commissariamento.
Ma tornare alla normalità in sanità significa oggi più che mai cambiare rotta. Rinunciare una volta per tutte alle pesanti ingerenze politiche che ci hanno regalato la malasanità che ci fa ultimi in Italia e produce oltre 300 milioni di debiti all’anno per la migrazione verso le altre regioni.
Normalità che per noi significa improntare le nomine dei Direttori Generali, dei Capodistretti, dei Primari a chiari ed univoci criteri di competenza e doti manageriali. Significa , una volta per tutte, ripensare un modello, quello degli Hub e degli Spoke totalmente inadeguato ad un territorio montuoso e difficilmente percorribile.
Significa, per il nostro territorio, restituirci servizi che funzionino, azzeramento di intollerabili liste di attesa come in ortopedia, efficienza dei laboratori, disponibilità di personale.
Perché quel che sta accadendo è diventato davvero inaccettabile e richiede misure di urgenza. Mancano Primari, medici, infermieri, posti letto, attrezzature. Commissario o no, è a questi problemi che occorre dare subito una risposta.
E non sempre la politica ha tutte le colpe. A volte siamo in presenza di Direzioni Sanitarie irreperibili, mai presenti anche fisicamente, non solo inerti ma attive a smantellare anche quel che rimane di servizi già privi di mezzi e personale. A Rossano ad esempio sembra che la Direzione Sanitaria sia impegnata attivamente a smantellare tutto. Basta lasciare una sola unità al centro prelievi, o non riparare con urgenza le attrezzature, o basta lasciare sguarniti i reparti assegnando a capocchia il personale per creare disagi, ritardi e inefficienze. A
Avviene così che si dirotta tutta la domanda verso il privato. Accade per la radiologia, per il centro prelievi, per l’ ortopedia. Ma se è così che si vuole allora diciamolo chiaramente che vogliamo smantellare, sarebbe quantomeno un gesto di onestà. E se così non è, allora la politica, quella seria, faccia il suo mestiere.
Dunque ben venga la fine del Commissariamento ma mettiamo subito la parola fine ad una vicenda, quella della sanità, che molto, troppo spesso, rischia di sfociare in vere e proprie tragedie.
Gruppo Consiliare RossanoFutura
Marinella Grillo
Tonino Caracciolo

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