Sanità. Sesto giorno di occupazione all’Ospedale di Cariati

Cariati – Il presidio va avanti, siamo arrivati al sesto giorno di protesta e non intendiamo fermarci.

La giornata di ieri è stata un’intensa giornata di lotta, che ci ha visto esprimere il nostro dissenso, assieme ai tanti calabresi liberi che prima a Cosenza e poi alla Cittadella Regionale di Catanzaro, hanno protestato contro la passerella messa in atto dal Ministro Boccia e dal Presidente Spirlì.

Il piano del governo non può e non deve essere l’apertura degli ospedali da campo.
Abbiamo chiesto a gran voce di riaprire i 18 ospedali chiusi, di assumere personale sanitario, di smetterla con le convenzioni che fanno arricchire i soliti noti a discapito della salute di tutti noi.

Gli ospedali da campo verranno smontati mentre l’emergenza sanitaria resterà!
Milioni di calabresi hanno diritto a ricevere risposte concrete.

In questi giorni i media nazionali hanno dato visibilità e voce alla nostra protesta, confermando quanto la nostra lotta sia quella di un intero popolo, che deve riprendersi ciò che gli è stato negato.

Chiediamo:

🔴 L’assunzione immediata a tempo indeterminato del personale sanitario;
🔴Investimenti e risorse da investire in strutture e strumenti;
🔴La riapertura degli ospedali chiusi e dei reparti smantellati e depotenziati. Apertura di presidi di quartiere e attivazione della medicina territoriale;
🔴 Basta tagli sulla sanità pubblica, azzeramento del debito e fine dello strapotere delle cliniche private;
🔴Reddito garantito per tutte le famiglie e lavoratori colpiti dalla crisi;

Chiediamo a tutti i calabresi e, soprattutto ai cittadini del nostro territorio, di aderire alla campagna con un cartello, uno striscione, un lenzuolo per far sentire la nostra voce (Comunicato stampa).

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