Sanità, i sindaci coinvolgeranno la magistratura



«Prima ingannati sull’imminente realizzazione dell’Ospedale nuovo della Sibaritide. Poi presi in giro sulla realizzazione della Casa della Salute. A distanza di sette anni, l’assurda soppressione dell’Ospedale di Cariati, programmata nel 2009 e messa in atto nel 2010, oltre ad aver ormai cristallizzato la gravissima e totale negazione del diritto costituzionale alla salute per l’intero bacino del basso ionio cosentino e dell’alto crotonese che era servito da quell’efficientissimo presidio ospedaliero, alla luce per altro del certificato fallimento della filosofia di presunto risparmio sottesa al Tavolo Massicci prima e adduce poi, rappresenta probabilmente il caso nazionale più evidente ed emblematico di illogicità nelle politiche sanitarie e di spreco di risorse pubbliche, a tutto svantaggio dei cittadini». All’indomani del consiglio comunale monmotematico di Cariati il sindaco di mandatoriccio rilancia la questione sanitaria individuando le responsabilità politiche di quanto avvenne nel lontano 2009. Per Donnici, «superata ed unanimemente concordi sulla fase di analisi degli errori e delle responsabilità politiche e burocratiche che, senza distinzione di colore politico, in questi ultimi decenni hanno portato allo sfacelo attuale del sistema sanitario locale, si è oggi dinanzi ad una evidenza duplice. Da una parte, vi sono tutte le condizioni perché vengano accertate, in tutte le sedi competenti, eventuali responsabilità di fronte a quello che oggi, agli occhi delle popolazioni di un territorio scientificamente menomato dell’elementare fruizione di tutti i diritti che qualificano la cittadinanza in uno stato di diritto (salute, mobilità e giustizia), non può non apparire come un chiaro danno erariale; soprattutto se si considera la documentata lievitazione di costi, aggravatisi in questi ultimi anni dall’aumentata emigrazione sanitaria verso altre regioni causata, di fatto, dall’azzeramento dei livelli essenziali di assistenza (LEA), risultato drammatico della soppressione di ospedali (come Cariati) da una parte, dalla procurata incapacità di risposta di quelli rimasti ma mai potenziati come lo Spoke Corigliano-Rossano e quello di Crotone ed al netto della mancata realizzazione del nuovo Ospedale della Sibaritide nell’Area Urbana e della Casa della Salute a Cariati. Dall’altra, alla luce di tutte le mancate promesse che avrebbero dovuto compensare e riequilibrare il gap tra esigenza sanitaria locale ed effettiva capacità di risposta, in assenza di una sua rifunzionalizzazione in Casa della Salute sulla base delle risorse (oltre 9 Milioni di euro) stanziati, disponibili ma inspiegabilmente inutilizzate, non vi è più alcuna motivazione plausibile, di nessun tipo, tanto meno di natura economica, che possa impedire il reinserimento dell’ex Ospedale di Cariati nella rete ospedaliera regionale, attivando senza ulteriori inutili perdite di tempo un vero pronto soccorso efficiente ed attrezzato, capace di supportare tutte le emergenze in particolar modo nel periodo estivo.
Ribadita quindi la massima condivisione – conclude Donnici – sull’impossibilità di continuare ad essere da cuscinetto tra uno Stato incapace di garantire diritti e servizi e le comunità che siamo stati democraticamente chiamati a rappresentare, da questo momento in poi, sulla scorta del documento approvato ed unitariamente condiviso dalla Conferenza dei Sindaci, non si esiterà a portare innanzi ai giudici penale, amministrativo e contabile l’esigenza di accertamento di tutte le responsabilità dello sfacelo e dei danni prodotti».

(fonte: La Provincia di Cosenza)

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.