S.Francesco, A Corigliano una ritrovata Festa Patronale. Mons. Aloise: Tra Santità sociale e sana laicità

Una rinascita di fede, speranza e comunione. Si potrebbe definire così la festa 2022 di “San Francesco di Paola” nell’area urbana di Corigliano. Dopo le restrizioni degli ultimi due anni, dettate dalle rigide misure anti covid, la comunità è stata ben felice di tornare alle abituali cerimonie religiose e civili in onore del Santo Patrono. La sentita partecipazione dei fedeli durante le funzioni e le iniziative, presso il santuario e per le vie della città, sono valide testimonianze di una normalità rinvenuta.

Accogliere e venerare il transito della statua del Santo ha permesso alla collettività di stringersi intorno alla figura di San Francesco e di tutto ciò che rappresenta per Corigliano e i coriglianesi da sempre. Un ritrovarsi all’unisono nel centro storico, allo scalo cittadino come nel borgo marinaro, presso le parrocchie dell’Immacolata e di Santa Maria Ad Nives, sul lungomare con tanto di infiorata dall’elicottero per poi tornare nel centro storico ed accompagnare presso la propria casa il Santo con la fiaccolata e la spettacolare infiorata su via Roma dall’antico acquedotto. Evento fatto di gesti comuni e semplici spalmati tra il 23 e il 25 aprile. Solenni riti impreziositi per l’occasione dall’esposizione della sacra effige e della reliquia della “Sacra Camicia” di San Francesco, giunta dal convento di Santa Maria della Stella di Napoli, e portata in corteo unitamente al busto del Santo. Senza dimenticare i concerti e l’interessante convegno dal tema “Fede e giustizia: San Francesco e Rosario Livatino, esempi di virtù” che ha messo a confronto due figure di santità nel tempo. Funzioni religiose prestabilite con la massima cura dai Padri Minimi, diretti dal Superiore Padre Giovanni Tolaro e Padre Domenico Gammuto, nonché dal comitato religioso e pro-festa, dai portatori della statua e Pro Loco. Esemplare come si conviene l’accompagnamento della Corale del santuario durante le varie celebrazioni e quello delle bande “A. De Bartolo” e dell’”Associazione e Culturale Musicale” Città di Corigliano Rossano durante le processioni. Tanti anche i momenti di preghiera e le Sante Messe tra cui quella solenne Pontificale presieduta da monsignor Maurizio Aloise, arcivescovo di Rossano-Cariati. Concelebrazione preceduta dall’accensione della lampada votiva e la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco Flavio Stasi al Santo Patrono e tenutasi alla presenza di autorità civili. A margine della messa, sul sagrato del santuario, preghiera per i caduti in guerra e deposizione e corona della corona d’alloro ai piedi della statua di San Francesco. Costruttiva, diretta e educante l’omelia del Vescovo Aloise che prende spunto dalle scritture: «Amate i vostri nemici con un aiuto concreto, attraverso un abbraccio vero in grado di far sorgere il sole nel loro cielo. Fatelo anche se sembra impossibile- ha aggiunto Monsignor Aloise- perché Dio ve ne dà le capacità. Si può amare perché amando realizzo me stesso. Nel dono c’è un grande profitto che rende la mia vita piena, ricca e felice. Dare agli altri non è in contrasto, non toglie niente a ognuno di noi anzi ci arricchisce. Dare agli altri non è in contrasto con il mio desiderio di felicità. L’amore verso il prossimo e l’amore proprio coincidono. Dio dà gioia a chi sa donare. Gli imperativi offerti dal Vangelo sono la trasmissione della forza divina da Dio agli uomini. Una forza che ama senza aspettarsi contraccambi. Oggi più che mai- ha rimarcato il Vescovo Aloise- dopo l’esperienza della pandemia e della guerra il mondo ha bisogno di una cultura di Santità. Anche il Concilio ci sottolinea la vocazione universale alla Santità. Santità intesa non come lusso ma come necessità e specializzazione. Tutti i fedeli di qualsiasi grado o stato sono chiamati alla pienezza della vita Cristiana, alla Santità e alla Carità sinonimo di amore. Esattamente come insegna e predicava San Francesco. Santità che si possa incontrare ovunque: per strada, al lavoro, nella famiglia e nella società tutta. Una Santità che esce dalle chiese ed entra nelle realtà della vita di tutti i giorni. Basta santi in chiesa e diacono in casa. Si è Cristiani uscendo e oltre la chiesa. Come ci esorta Papa “per essere Cristiano non si può pensare ad una missione sulla terra senza concepire un cammino di Santità”. Itinerario fatto di piccoli gesti quotidiani di amore e Carità. La Santità non deve essere clamorosa ma luminosa, chiara e semplice attraverso cui traspare l’essenza di Cristo. Questa generazione di Santità si ottiene attraverso una presenza discreta, umile, decisa e coraggiosa. La vita dei Santi incarna il Vangelo essendo poveri in spirito, miti, assetati di giustizia e di misericordia, perseguitati ma in tutti i casi operatori di pace. Bisogna guardare alle realtà del Cielo per vivere meglio le realtà della terra. Per vivere meglio la Santità bisogna imboccare la strada della sana laicità, di un sano impegno nella vita sociale, politica e amministrativa. Così si celebra quotidianamente San Francesco che ha fatto la storia del suo tempo affrontando problemi e pericoli nell’impegno sociale e politico. Ci servono uomini e donne Santi che sanno incidere nel territorio senza rivoluzioni ma con le loro testimonianze, come sole che sorge e luce che illumina. I Santi hanno fatto crescere attorno a loro il senso e la ricerca della vera pace, rinnovando la fede e la Carità. Noi dovremo essere Cristiani consapevoli e responsabili della nostra vocazione per percorrere la Santità. Come ci ricorda San Paolo siamo noi che formiamo la comunità cristiana e la chiesa Santa. La Santità non è un timore ma bisogna lasciarsi amare e guardare da Dio come ha guardato Gesù. Essere Santi vuol dire essere figli in e con Gesù, per farci insegnare a saper soffrire, amare e morire. Così come è fatto San Francesco. Bisogna imparare che Gesù viva in Noi attraverso lo Spirito Santo e lasciare che Dio operi in noi. Lo chiediamo- ha concluso l’Arcivescovo Aloise- attraverso l’intercessione della Madonna Regina di tutti i Santi e come Madre vede le nostre necessità e ci insegni ad accogliere e seguire suo Figlio alimentando il desiderio della Santità e camminando nella via della Carità di San Francesco». Nella serata conclusiva dei festeggiamenti solenne Canto Te Deum di Ringraziamento, omaggio dei fedeli e benedizione e venerazione della Sacra reliquia della Canna di San Francesco. E dopo il concerto in piazza, offerto da Radio Studio 54 network, a conclusione della serata gli immancabili fuochi pirotecnici.

Cristian Fiorentino

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