Rossano, reazioni alle dimissioni annunciate del Sindaco



ROSSANO Reazioni varie a quanto successo lunedì in consiglio comunale. Da una parte delle opposizioni sono arrivate critiche verso il Sindaco Mascaro per non aver dato seguito a quanto annunciato: le dimissioni. In particolare Ernesto Rapani e Flavio Stasi. Mentre Giuseppe Caputo si scaglia contro Rapani, che lo ha accusato di aver fatto da stampella, nel corso dell’ultimo consiglio, all’esecutivo Mascaro. Che senza l’astensione di Caputo e Barone non sarebbe riuscito ad approvare gli importanti punti all’ordine del giorno in consiglio. “Non accetto lezioni su come fare opposizione dal consigliere Rapani che oltretutto ha ampiamente dimostrato in questi anni di esser stato un pessimo alunno!”. È quanto dichiara il consigliere Giuseppe Caputo aggiungendo che le sue presunte lezioni di coerenza nell’impegno politico, Rapani dovrebbe piuttosto andare ad impartirle all’interno del suo stesso gruppo. “Magari – prosegue – a qualche consigliere che pensa di barattare il ritiro di comunicati non graditi a qualcuno in cambio di esibizioni musicali previste ad esempio per il 14 agosto o addirittura chiedendo comprensione affinché si scorra la graduatoria di un vecchio concorso a beneficio di qualche sua parente! Insomma – continua Caputo – di casi di studio e materiale utile ed interessante a supporto di questa sua presuntuosa inclinazione a voler fare il censore, Rapani ne ha abbastanza, ma deve imparare ad indirizzarla verso i suoi ed anzi tutto verso se stesso. Purtroppo, il vero dramma e la cosa di cui preoccuparci seriamente tutti sta nel fatto che – va avanti l’ex Sindaco – lo statista Rapani, che di fatto non conosce il modo di fare una opposizione costruttiva e responsabile, non comprenda la criticità storica di questo momento epocale per Rossano e per il territorio. Temi, questioni, emergenze ed opportunità come, tra le altre, la fusione con Corigliano ed il futuro del sito Enel dovrebbero avere, così come hanno per il sottoscritto, priorità assolute rispetto ad eventuali e pur legittime ambizioni personali, come – scandisce – la (mancata) poltrona di Sindaco della Città che, a distanza di un anno, rimane ancora la fissazione maggiore ed il limite insuperabile che ipoteca qualsiasi dichiarazione o iniziativa politica di Rapani e non solo sua”. “Abbiamo assistito in silenzio – ha detto Stasi – a quanto accaduto in Consiglio Comunale nella seduta di lunedì, nella quale si sono formalmente approvati l’assestamento e gli equilibri di bilancio. In determinati casi riteniamo che le parole risultino superflue. ciò che è stato più significativo e che rappresenta plasticamente questa tristemente storica legislatura è il fatto che ad un anno dall’insediamento, l’esecutivo Candiano-Mascaro ha bisogno dell’astensione di due consiglieri di minoranza, Barone e Caputo, per approvare degli atti amministrativi fondamentali. Chi decide deliberatamente di tenere in piedi questa legislatura lo fa legittimamente, ma se ne assume implacabilmente la responsabilità nei confronti della città – che è già da mesi allo stremo – e della propria storia politica, verosimilmente gettandola irrecuperabilmente nel cassonetto dell’indifferenziato. Ciò che invece sottolineiamo, ciò che diciamo da un anno, è che al di là delle configurazioni della settimana (a volte del giorno), basate su quel barattificio cui sono state ridotte le nostre Istituzioni fin dal primo secondo della legislatura, questa classe dirigente non è più in grado di governare la città perché non ha la minima idea di come farlo. Questa improbabile coalizione di non-governo è nata esattamente con tale consapevolezza: una sommatoria di voti nella sacchetta realizzata per tenersi incollati alla poltrona a tutti i costi”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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