Rossano: la montagna brucia, di chi la colpa?



ROSSANO Gli incendi stanno distruggendo la montagna rossanese. E non solo. Ieri appiccato l’ennesimo incendio in località Piana dei Venti e Vernile a Rossano. Zona montana prediletta da sempre dai rossanesi per trascorrere le ferie agostane. Un tempo ancora più di oggi. E puntuali come ogni anno arrivani questi delinquenti che appiccano incendi. Ormai la misura è colma. Ogni anno accade tutto questo teatrino. Ma quest’anno, viste anche le condizioni meteorologiche favorevoli ai piromani, la situazione sta letteralmente precipitando. Tra gli oltre 10mila ettari di bosco di monte Paleparto nel Comune di Longobucco e gli incendi che stanno distruggendo la montagna rossanese, non se ne può più. I colpevoli sono sempre gli stessi. Impuniti da anni. Nella montagna tutti sanno chi sono questi delinquenti. Possibile che soltanto le forze dell’ordine non riescono a beccarli mai? Poi con la soppressione del Corpo Forestale dello Stato il fenomeno sembra essersi radicato ancora di più. Con le competenze per lo spegnimento degli incendi alla Protezione Civile e a Calabria Verde, abbiamo toccato il fondo. Uomini e mezzi totalmente insufficienti alle esigenze. Ore o anche giorni prima di inviare elicotteri e arerei Canadair. Perché tutto questo? Ci sembra molto strano. I Comuni hanno le loro belle responsabilità indirette. Perché la montagna dovrebbe essere tutelata di più. Anzi, dovrebbe essere semplicemente tutelata. Cosa che non è mai accaduta. la montagna, da sempre, è un qualcosa che sembra non appartenere a questo territorio. La sua tutela non interessa a nessuno. Il solito balletto di competenze, francamente, ci ha stancato. Una storiella che ormai non ha più senso. La Regione ha fallito completamente. Se da dieci giorni è ancora attivo l’incendio sul Paleparto, qualcosa dovrà pur dire. Alcuni cittadini ci hanno testimoniato come hanno chiamato sin dal secondo giorno di questo incendio per sollecitare i soccorsi. E queste sono state le risposte: “prendetevela con i piromani” e anche “dov’è Paleparto?”. Nel primo caso un pompiere che ha risposto dalla centrale operativa di Cosenza. Nel secondo un impiegato di Calabria Verde. Siamo all’assurdo. Certo, stiamo parlando di “mosche nere”. In quanto a queste persone dobbiamo essere soltanto grati per l’immane lavoro che svolgono ogni giorno per cercare di tamponare le emergenze. I Vigili del Fuoco pare siano stati esonerati dalle emergenze incendi in montagna. salvo poi fare dietro front una volta resisi conto che da soli, Calabria Verde e Protezione Civile sembrano essere inadeguati, per uomini e per mezzi, a fronteggiare la delinquenza legata al crimine degli incendi. Dicevamo delle responsabilità dei Comuni. Più volte sono stati sollecitati a far ripulire i boschi. Consiglio che da un orecchio gli è entrato e dall’altro gli è uscito. Ci sono ditte boschive che tagliano in maniera abusiva alberi in tutta la montagna rossanese e longobucchese. Così come in quella coriglianese. E’ un problema diffuso. lasciando rami a terra e tanta sporcizia legata alla legna tagliata. Tutto materiale che, insieme alla vegetazione spontanea, diventa miccia per i piromani. Se solo i Comuni riuscissero a pianificare in tempo un calendario di lavori di ripulitura dei boschi comunali e obbligare i privati a fare altrettanto, sarebbe cosa gradita. Invece non lo si fa. Per incapacità a programmare. A fare sana prevenzione. Intanto l’incendio di ieri a Piana dei Venti e Piana Vernile è stato domato, non senza ritardi, grazie a pompieri, operai Afo.R., un elicottero e un aereo Canadair.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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