Pronto soccorso, per un medico che arriva un altro se ne va. Sanità nel baratro



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L’ospedale di Rossano

Corigliano Rossano – Sarà una strana coincidenza, ma da quando è stata soppressa l’ex azienda sanitaria n.3  (accorpata a Cosenza) la gestione della sanità ha raggiunto livelli  catastrofici. Mai caduti così in basso. Da una situazione rosea nell’ormai lontano passato (realizzazione del Dea – della radioterapia – ampliamento dell’ospedale di Corigliano) al totale declassamento delle strutture esistenti e la chiusura dei presidi di Cariati e Trebisacce. E il tutto in nome e per conto di un nuovo ospedale ancora fermo al palo. Chi risponde alla violazione degli impegni secondo cui ancor prima di sopprimere Cariati e Trebisacce o ridurre a lumicino Corigliano Rossano sarebbe stato necessario realizzare l’ospedale della Sibaritide? La risposta è semplice, NESSUNO! Continua a essere  l’Italia del “taralluccio e vino”, altro che cambiamenti e rivoluzioni proclamate solo per raggiungere la pancia dell’elettore. Né c’è chi avvia azioni ispettive per accertare verità incontrovertibili e adottare le adeguate misure. E’ da qui che nascono gli attuali disagi della sanità. Le vittime? Operatori sanitari e cittadini. Medici aggrediti e pazienti sballottati a destra e a manca. Sindaci e parlamentari si riuniscono, assumono impegni, avanzano richieste e tutto rimane invariato, anzi si peggiora. E nel frattempo le denunce in Procura magari fioccano contro episodi di malasanità in un sistema in cui le vere responsabilità albergano in alto. Eppure la spesa sanitaria è quella che assorbe maggiormente il bilancio regionale. Sanità però amministrata da commissari nominati dal ministero, altra discrasia. Insomma sono saltate tutte le regole.

Quel che sta accadendo  nei pronto soccorso di Corigliano Rossano tocca l’inverosimile: al “Guido Compagna” si continua con un solo medico recuperato dal 118 e ben 12 pazienti in attesa come sta accadendo in queste ore. Al “Nicola Giannettasio” 35 pazienti e ben 7 sono in attesa di ricovero e un solo medico di turno. Ma, l’aspetto buffo, è che mentre si diffonde la notizia positiva dell’arrivo di un medico che rinforza il pronto soccorso di Rossano, in pari data si tace  sul trasferimento di un altro camice bianco dalla stessa Rossano presso la RSA di Cariati. E quindi punto e daccapo. Tra Corigliano e Rossano negli ultimi mesi, a conti fatti, il personale medico ha perso 3 unità, altro che potenziamento! Attualmente nel Ps di Rossano l’organico può contare a pieno regime su 6 unità, mentre a Corigliano su 3 unità di cui 1 con limitazioni. Su base provinciale è stata operata una ricognizione del fabbisogno del personale nei pronto soccorso (Piano Scura – piano orami datato ma a cui ancora si fa ricorso) assegnando un solo medico a questa branca, siamo all’assurdo.

Insomma, del famoso piano Scura se ne assumono le parti che più convengono e lontane dall’interesse degli abitanti di questo territorio. Mentre  sul tavolo del commissario Cotticelli giace la rinnovata proposta della famosa area medica a Corigliano e area chirurgica a Rossano, utile a efficientare servizi e prestazioni. E’ d’altronde materia che scotta, e di uomini e donne dedite al “coraggio delle scelte” vi è penuria. Per non parlare della questione attinente ai posti letto: il dato nazionale riporta 3 PL  ogni 1000 abitanti, a livello regionale scende a 2/1000 abitanti, nello spoke di Corigliano Rossano 1.7 / 1000 abitanti, ma si attiva una media di meno 1 posto letto per 1000 abitanti. Ed ecco che i pronto soccorso si trasformano in lazzaretti, pazienti ammassati in stanze e abbandonati a loro stessi, con attese estenuanti, pazienti parcheggiati in barelle addirittura fino a 6 giorni. Con tanto di tensioni tra il personale sanitario e utenza.

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