Operazione White collar, aste giudiziarie truccate: avanzate sette richieste di condanna

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Aste giudiziarie truccate nell’ambito dell’operazione “White collar: udienza questa mattina presso il tribunale di Castrovillari, davanti al Gip Lelio Festa. Il pubblico ministero Luca Primicerio ha avanzato sette richieste di condannanei confronti di Giuseppe Andrea Zangaro, 44 anni, dipendente del Comune di Corigliano-Rossano con funzione di cancelliere nell’ufficio del Giudice di pace (10 anni e 6 mesi); Giorgio Alfonso Le Pera, 49 anni, agronomo (3 anni); Carmine Placonà, 50 anni, imprenditore (2 anni, 9 mesi e 10 giorni); Alfonso Cesare Petrone, 61 anni, avvocato (2 anni e 6 mesi);  Luisa Faillace, 41 anni, avvocato ( 4anni, 5 mesi e 10 giorni); Giovanni Romano, 54 anni, commercialista (3 anni, 9 mesi e 10 giorni); Antonio Guarino, 55 anni, imprenditore (2 anni e 8 mesi). La bufera giudiziaria vede coinvolti 49 soggetti, alcuni dei quali sottoposti a misura cautelare, altri denunciati a piede libero. Prossime udienze: il 7 e il 27 gennaio 2021.

Mercato delle aste giudiziarie monopolizzato

Gli imputati devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, corruzione e rivelazioni di notizie coperte da segreto d’ufficio. Per la pubblica accusa l’indagine ha consentito di sgominare un vero  e proprio sistema tentacolare nella Sibaritide che aveva monopolizzato il mercato delle aste immobiliari, organizzazione capeggiata – secondo il pubblico ministero- da Andrea Zangaro. Hanno discusso gli avvocati Antonio Pucci e Belvedere per l’imputato Giovanni Romano che chiedono l’assoluzione del proprio assistito.

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