Omicidio Portoraro, bruciata l’auto. Indagine passa alla DDA



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Omicidio Portoraro, rinvenuta bruciata l’auto utilizzata dai killer per l’agguato. L’indagine passa alla Procura distrettuale Antimafia di Catanzaro. Investigatori al lavoro per fare chiarezza sul delitto consumatosi mercoledì, in pieno giorno, a Villapiana, costato la vita al 63enne Leonardo Portoraro ritenuto un boss della ‘ndrangheta della Sibaritide.

L’Audi A3 a bordo della quale sono giunti i sicari, che hanno freddato il boss mentre era seduto davanti al ristorante “Tentazioni”, è stata poi trovata bruciata in contrada San Francesco nel comune di Villapiana. Sulla vettura, che non si esclude possa essere stata rubata, sono stati effettuati tutti i rilievi del caso da parte degli uomini della Scientifica dei Carabinieri.

Le indagini, condotte dai militari dell’Arma, sono coordinate dalla DDA di Catanzaro, così come richiesto dallo stesso Procuratore Capo di Castrovillari Eugenio Facciolla: “Sull’omicidio – ha detto il procuratore della Repubblica di Castrovillari – posso dire poco. È intervenuta la Dda di Catanzaro e ho chiesto espressamente questo intervento. Ho parlato con il procuratore Nicola Gratteri. L’unica cosa che posso dire è che l’omicidio si è consumato con l’utilizzo di armi da fuoco lunghe e corte. Non sta a me dire se c’è il pericolo di una nuova guerra di ‘ndrangheta ma non mancano i segnali nel senso della recrudescenza. Portoraro era stato interessato negli anni scorsi ed io me ne occupai già nel 1994 – ha aggiunto Facciolla – da vari procedimenti tra cui anche quello denominato ‘Galassia’ espiando le pene inflittegli. Qualche tempo fa lanciai l’allarme sulla recrudescenza criminale in questa zona”.

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