Migranti, chiesti controlli nel mondo associazionistico



CORIGLIANO “Chi controlla le finalità, la buona riuscita dei progetti, l’inserimento nel mondo del lavoro dello ( straniero) ma in particolare i bilanci che per legge e per la trasparenza stessa dell’associazione dovrebbero essere pubblici?” E’ la domanda che pone il Coordinatore cittadino del Movimento Centro Storico un progetto per non morire, Giorgio Luzzi, che si occupa, in una nota stampa, delle attività che svolgono in città diverse associazioni impegnate nell’assistenza ai tanti profughi attualmente presenti nel nostro territorio. “ E in questo fenomeno, il compito dell’agenzia delle entrate è vigile al fine di scovare e debellare eventuale evasione? O questa pratica è valida solo per i comuni contribuenti?
La maggior parte delle associazioni e del mondo cooperativo è incapace di fare filtro con altri enti come per esempio con la Coldiretti per organizzare corsi per potatori, corsi come innestatori, come assistenti cuochi, apprendista pizzaioli, camerieri, apprendista falegname, addetti alla manutenzione del verde pubblico, nel mondo agricolo o ad altri corsi possibili nel nostro territorio, collaborando, interessandone se è necessario, la Confocommercio, seriamente il sindacato, il mondo imprenditoriale che opera nel mondo del turismo, della pesca ecc, ecc, eviteremmo di fatto di vedere i tanti immigrati loro malgrado girare a vuoto per Corigliano e per il territorio con in mano un telefonino collegato alle cuffie, ma la cosa più importante è non saperli nelle mani di caporalati senza scrupoli e vittime del lavoro nero.
Questo a nostro avviso, sarebbe per il momento un buon inizio all’integrazione dello straniero, vogliamo credere che coloro i quali vivono quotidianamente il problema immigrazione e loro inserimento cambino rotta e modi, oltre a pensare ai loro introiti, prendano seriamente questa evenienza, tra l’altro proposta dallo stesso Ministro Minniti.
Crediamo che gli stranieri sarebbero ben lieti a disporre ed impiegare il loro tempo in modo più redditizio, come quello di imparare un mestiere che gli potrà essere utile nel quando faranno ritorno ai loro paesi, sta alla politica affrontare in modo serio il problema, rinunciando se ne ha gli attributi a continuare a foraggiare ed ingrassare le tasche degli amici. Ci piacerebbe, sapere le finalità, i finanziamenti finalizzati a progetti per le riserve naturali del lago di Tarsia e della foce del Crati, se non fosse che la gestione delle due aree protette pare sia affidata al comune di Corigliano in collaborazione con i comuni di Tarsia, di Santa Sofia D’Epiro e di Cassano Ionio per gli aspetti amministrativi, e all’associazione Amici della terra Italia per il valore naturalistico di cui gode di finanziamenti.
E che dire dell’Associazione Torre del Cupo ospite a Schiavonea, configurata come una organizzazione di volontariato O.D.V. regolata anch’essa, come tutte le altre dalla legge 266/91 sul volontariato, e a quanto pare gode di finanziamenti regionali e al tempo delle province anche da questa”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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