L’INTERVENTO. Rigenerare i siti industriali dismessi lungo l’Arco Jonico in chiave ecosostenibile



Soltanto 20 giorni fa, insieme agli amici #GiovanniLentini ed #AlessioCritelli, scrivevamo circa la necessità di ripensare ad un unico e grande Ecosistema della Innovazione interregionale della baia jonica.
Aveva spinto la nostra riflessione il dibattito sull’Accordo di Programma che ha stabilito, per il settennio ’21-’27, 32Mld€ di Fondi Strutturali da destinare al Mezzogiorno.  Ebbene, come notorio dal link che segue
un emendamento al DL ‘Aiuti’ farà scorrere la prima graduatoria del bando che aveva già visto assegnare 350Ml€ per 27 progetti d’Ecosistemi approvati.
Il bando sarà rimpinguato di ulteriori 200Ml€ che saranno suddivisi in 4 tranches da 50Ml per gli anni compresi tra il 2023 ed il 2026.
L’emendamento, quindi, permetterà uno scorrimento dei progetti non rientrati nei primi 27 approvati. Ed ancora, l’implementazione di nuovi progetti concorrenti per i contesti urbani marginalizzati del Mezzogiorno.  A questo punto, per gli Enti jonici, non sono più ammessi margini d’errore.
Non immagino area meglio predisposta, rispetto l’Arco Jonico, per rigenerare i siti industriali dismessi (o parzialmente tali) di Taranto, Crotone e Corigliano-Rossano. Viepiù, coniugandoli in chiave ecosostenibile con la presenza dei tre Distretti agroalimentari di qualità della Sibaritide, del Metapontino e del Salento jonico.  Chiaramente occorrerà fare riferimento ad un Ente universitario, così come richiesto dal bando. Tuttavia, dubito che possa essere un Ateneo calabrese o lucano. E dico questo, non già per spirito separatista, ma perché i su citati Enti sono beneficiari dell’Ecosistema Teck4you del valore di ben 119Ml€.
Una cosa è certa: gli Atenei in Italia non mancano. E la norma non prevede che questi debbano essere, necessariamente, allocati nella Regione o nelle Regioni che intenderanno presentare i progetti.  È bene ricordare che gli Ecosistemi si basano su strutture di tipo Hub-Spoke. A fianco un riferimento principale devono esistere organizzazioni correlate ed interdipendenti.
Pertanto svuotiamo il campo da eventuali proposte singole e solitarie. Non è questa la natura del bando. Coesione, coeperazione e collaborazione tra Enti pubblici e privati, Università e Centri di ricerca sono alla base della proposta progettuale.
Non commettiamo, quindi, l’errore fatto con i CIS (Contratti istituzionali di sviluppo) che, invece di “svelare bellezza”, nella stragrande maggioranza dei casi calabresi, hanno palesato contentini.  I tempi di presentazione delle proposte progettuali scadono a dicembre.  Le Amministrazioni joniche devono muoversi!
Ed è necessario che facciano alla svelta.  Questo è davvero l’ultimo vagone di un treno veloce che le Comunità joniche non possono permettersi il lusso di perdere
Mimmo Mazza – Cofondatore del comitato Magna Graecia .

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