L’INTERVENTO. L’elezione del Presidente della Repubblica riguarda anche il nostro territorio?



Per la prima volta il nostro territorio avrà cinque grandi elettori per l’elezione del nuovo Capo dello Stato. Infatti, ai quattro eletti vi è di aggiungere una deputata di un paese vicino, eletta in un’altra circoscrizione, ma pur sempre con radici vicine alle nostre; è un numero considerevole di voti, e questo – credo – è un dato da sottolineare in modo significativo; essi potevano – addirittura – aumentare con l’indicazione che si è effettuata dei tre elettori espressione del consiglio regionale.

Nel riquadro, Avv. Luigi Fraia

L’incidenza che dovrebbero avere tali voti potrebbero pesare nelle scelte che interessano il nostro territorio, se usati con intelligenza e lungimiranza politica.

Certo, cinque voti in un contesto storico in cui diversi parlamentari sono senza patria; almeno dalla quarta votazione – quella dalla quale si abbassa il quorum – potrebbero pesare se si creasse una unità di intenti, e se si avesse la stella cometa soltanto del bene del nostro territorio; anche perché un amico politico al Colle più alto d’Italia, certo non farebbe male, anzi. Si pretende troppo? Probabilmente sì!

La politica dovrebbe servire anche a smussare gli eventuali spigoli, soprattutto quanto si dovrebbe agire per un bene comune e per non essere semplicemente degli yes man, delle volte a servizio di partiti inesistenti, così da accantonare – almeno momentaneamente – vecchi e nuovi rancori.

Basta che si pensi e si prenda atto che la figura del Capo dello Stato è mutata a costituzione invariata, e che non occorre essere dei fini costituzionalisti per verificare che i poteri del Presidente della Repubblica sono aumentati, alcuni dicono troppo; c’è chi giustamente li ha chiamati a fisarmonica – in verità un po’ troppo aperta.

Ma questo è palesemente dovuto alla debolezza della politica e ai fu partiti politici, palestre di vita e di cursus honorum.

Cosicché mancando guide autorevoli e adeguate, si è costretti a rifugiarsi nel “buon senso” del Capo dello Stato, che – però – ha portato alla nomina di soggetti  a capi di governo nemmeno eletti in parlamento, nel silenzio dei rappresentanti popolari, anzi senza la minima loro incidenza nelle decisioni.

Allora, non perdiamo questa occasione; sono trascorsi 76 anni dalla nascita della Repubblica Italiana, e la speranza che ci deve essere che anche dal dodicesimo inquilino del Quirinale ci possa essere l’attenzione che il nostro territorio merita a livello nazionale, con l’augurio che – chiunque sia eletto – sia garanzia di unità e solidarietà – in un periodo di emergenza per il Covid, e sia – altresì – la rappresentazione dell’Italia più bella e autorevole, e speriamo senza il voto inutile e ininfluente dei peones.

Avv. Luigi Fraia – Già presidente del Consiglio comunale dell’ex città di Rossano

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