L’INTERVENTO. Fusione sì! Bando ai periodici rigurgiti di revanscismo antifusionista

Corigliano Rossano – Di fronte ai periodici rigurgiti di revanscismo antifusionista, bisogna che si ricordi che l’idea di unire le due realtà e di unificare l’intera piana di Sibari in un progetto di area vasta è da tempo accarezzata da amministratore illuminati. Fu nel 1961, il Sindaco Michele Scazziota a radunare i Sindaci della Piana sul tema dello sviluppo e della rinascita della zona di Sibari.

Tonino Caracciolo

A questa idea diede gambe scientifiche lo studio del prof. Stellario D’Angiolini del Politecnico di Milano quando nel 1969 scisse del destino metropolitano di Sibari. Seguirono il progetto di Provincia delle Sibaritide, fallito per volontà di Castrovillari, partorito nel 1989 cui seguì con una Deliberazione congiunta dei due Consigli Comunali di Corigliano e Rossano, a seguito di uno storico Consiglio Comunale congiunto che approvò il protocollo d’intesa circa l’area urbana (poi fallito per la volontà delle successive amministrazioni di continuare su quella strada) tenutosi nel complesso sportivo di Inziti. Oggi grazie al coro unanime di consensi e su un’idea di unificazione partorita dal basso da 100 associazioni, siamo unificati amministrativamente ed è su questa strada che occorre continuare. Anche perché, è bene ricordarlo, non conoscendo il mercato i confini del campanile, da anni abbiamo due economie integrate soprattutto nei comparti agricolo e dei commercio che in un’are a forte vocazione riescono a primeggiare sui mercati nazionali.
Sotto il profilo amministrativo è bene ricordare che partiamo da due realtà comunali che hanno brillato per anni per inefficienza e clientelismo creando macchine dell’inefficienza perfettamente funzionanti, quelle del caos organizzato nella manutenzione e della deresponsabilizzazione in campi cruciali.
E non ci vengano a raccontare la balla che prima si andava meglio. Non è così e lo dimostrano la persistenza di ampie sacche di personale male o sotto utilizzato, l’assenza quasi totale di procedure informatiche ed, a Corigliano, perfino la mancanza di dirigenti apicali in una città di 40.000 abitanti. Ci si muove certamente in un contesto difficile ma ad oggi si sono già pagati i debiti fuori bilancio, unificato patrimoni e bilanci, avviata l’unificazione degli Uffici ed ottenuto importanti risultati per problemi ultraventennali quale fogne e depuratori (ottenuti 38M€), acqua potabile (6 M€). rigenerazione urbana (45m€) ma soprattutto si è affermato il peso politico di una grande città in tutte le sedi istituzionali e ridato fiato alla lotta alla mafia ed alla corruzione.
A me non pare poco pur avvertendo la necessità che ora si lavori in due direzioni: da un lato imprimere una forte accelerazione circa l’efficienza di aree cruciali quali la manutenzione, i LL.PP, ed I Vigili Urbani che oggi funzionano male e poco per problemi di modello organizzativo obsoleto, e carenza di uomini e mezzi. Dall’altro rilanciare le strategie di largo respiro per una città che include rivedendo l’assetto dei servizi sociali e le politiche culturali ed avviando una riflessione allargata a tutte le realtà della sibaritide su un grande piano di infrastrutture che rilanci la funzione di cerniera verso il Cosentino, la Puglia ed il crotonese della Piana di Sibari all’interno di un quadro che integri strade, ferrovie, porti ed aeroporti in una logica di intermodalità che preveda raccordi ferroviari per il Porto di Corigliano e l’Aeroporto di Crotone che va inteso come della sibaritide (a proposito che fine hanno fatto i lavori di ammodernamento della ferrovia?).
Abbiamo assistito per anni a politiche nazionali discriminatorie del sud ed a governi regionali incapaci di assegnarsi prospettive di lunga durata. Ma proprio nel momento in cui si delineano le nuove opportunità del PNRR, la sibaritide deve far sentire unitariamente la sua voce ed è in questa direzione che deve lavorare la nostra Città alla quale, grazie alla fusione, è assegnato il grande ruolo della regia.
Abbiamo un territorio che dispone di grandi risorse naturali e culturali. Aree di grande pregio ambientali come la foce del Crati o la pineta di Turio, un enorme patrimonio boschivo lasciato depredare per anni da delinquenti organizzati, una straordinaria presenza di siti di interesse storico archeologico che coprono un arco temporale di oltre 2500 anni e che non possono rimanere racchiusi nel solo Museo di Sibari, abbiamo un patrimonio ancora poco valorizzato che è quello dei paesaggi storicizzati e di un litorale che spazia dal Crati al Trionto. E’ da qui che passa lo sviluppo sostenibile.
Abbiamo, infine, un appuntamento con la storia, cioè con il futuro dei nostri figli, al quale non ci può presentare con le sciocche schermaglie che si odono nel Consiglio Comunale ma richiamando all’impegno civico tutte le forze, senza differenza alcuna, e non solo quelle politiche ma soprattutto quella grande maggioranza di popolo che ha creduto nella fusione e che oggi va scelta come interlocutore strategico perché il grande processo di fusione, che inizia in primo luogo nella nostra cultura e nei nostri sentimenti, possa proseguire per un traguardo che certamente sarà foriero di buoni risultati.
Tonino Caracciolo

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