La fusione tra Corigliano e Rossano fa paura



La fusione dei due comuni Corigliano – Rossano fa paura a Cosenza e ciò, ancora, non si vuole capire. E’ quello che sostiene, Antonio Benvenuto, componente dell’Associazione Coriglianesi nel mondo. “Cosenza – secondo Benvenuto – ha sempre avversato lo sviluppo della Sibaritide. Avevamo quattro gioielli di ospedali: Cassano, Corigliano , Rossano e Trebisacce, senza citare la clinica privata di Sibari. E ora? Disagio completo! Cosenza è riuscita a smantellare tutto nella Sibaritide, e non soltanto gli ospedali.. Molti “illu-stri personaggi” delle nostre città – è il monito di Benvenuto – non si sono resi conto del male che procuravano alle nostre popolazioni per dimostrare che erano amici dei “ras” della politica. Non facciamo nomi perché già si conoscono bene nella nostra Sibaritide. Colpevoli, in un certo modo, sono anche “alcuni personaggi” di Rossano che per avere e disporre una… sciocca “supremazia”, dimostrando di essere primi della classe, favorivano la presenza politica dei”personaggi” cosentini. Non dimentichiamo che Rossano ha tolto a Corigliano la ortopedia, poi la chirurgia,ecc. e non si è resa conto che facevano il gioco di Cosenza. Ora si vuole la collaborazione dei coriglianesi dopo aver perduto tutto. Ma ciò che abbiamo sempre sostenuto non ha interessato mai i responsabili di Rossano, ossia creare un Comitato prima di andare avanti nella fusione dei due comuni. Bisogna mettere in chiaro, prima, – secondo Benvenuto – molte cosette e poi partire, senza timore di subire, in seguito, soprusi vari. Noi siamo di questo parere: patti chiari e amicizia lunga. Così come siamo del parere di” programmare” su come reagire all’atto Aziendale promosso e proposto dall’Asp di Cosenza. Co-munque siamo pronti per marciare insieme come dice il consigliere Stasi di Rossano. Sarebbe doveroso e opportuno avere idee chiare, programmare insieme per smascherare, come ha dichiarato Stasi di Rossano, la”premeditata “, la” separazione aziendale” come previ-sto dall’Atto aziendale”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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