I Sogni al Tempo del Coronavirus di Domenico Mazzullo

I Sogni al Tempo del Coronavirus – Una Carissima Persona, che per Sua sfortuna, ma con coraggio mi legge, mi ha scritto di dedicare una pagina di questo Diario ai sogni al Tempo del Coronavirus ed io accetto molto volentieri il suggerimento.
Immagino che per sogni intendesse il contenuto onirico delle nostre notti, in questo sciagurato periodo e non, più romanticamente, le nostre aspirazioni, i nostri desideri nascosti e irrivelabili, perché altrimenti non mi sentirei competente.
Prendo quindi per buona la prima ipotesi e mi rivolgo alla attività onirica.
E’ necessario che faccia alcune premesse: In quanto psichiatra direi organicista, sono piuttosto alieno dai voli pindarici della Psicoanalisi, estrinsecantesi in moltissimi campi dello scibile umano, dall’arte al cinema, alla musica alla letteratura, alla pittura e naturalmente anche all’interpretazione, sub specie psicoanalitica, dei sogni.
Ho letto e studiato, naturalmente, quando ero giovane “L’ Interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud, pietra miliare della Sua Opera, ma non mi ha per nulla convinto, come del resto gran parte dei Suoi assunti concettuali, ma bisogna prendere atto che la Sua opera e il Suo impegno, hanno focalizzato l’attenzione su un ambito che era stato ultimamente piuttosto trascurato, a differenza di quanto era accaduto nel passato meno recente.
Io penso che non vi possa essere una interpretazione univoca dei sogni, ma piuttosto che ogni persona trasferisca, nel proprio sogno, quelle che sono le proprie problematiche, le proprie preoccupazioni, i propri tormenti, i propri sogni, questa volta nel senso di aspirazioni e desideri, i propri conflitti interiori, i propri crucci e sensi di colpa, il proprio vissuto, soprattutto emotivo.
Ragion per cui, se io sogno, per esempio, un cavallo e altre persone sognano anche esse un cavallo, è plausibile che lo stesso cavallo abbia per ognuno di noi significati totalmente diversi.
Un’altra cosa da tenere ben presente è, che nella vita di veglia, noi pensiamo, ragioniamo, immaginiamo situazioni, utilizzando il linguaggio delle parole, nei sogni invece utilizziamo il linguaggio delle immagini, per cui in una sola immagine, può essere racchiuso un intero concetto che deve essere decodificato ed interpretato.
Premesso questo, come sono cambiati, come si sono modificati i sogni in questo Tempo di Coronavirus? Naturalmente devo riferirmi alla mia esperienza con i Pazienti “sognatori”, e non tutti purtroppo lo sono.
Coerentemente con quanto detto in precedenza, i sogni dei pazienti sono assolutamente personali e rispecchiano il loro vissuto interiore.
Per molti di Loro, la preoccupazione, l’ansia, l’angoscia anche, non è poi tanto rappresentata dalla paura del contagio, dalla paura della malattia, dal timore di finire in ospedale, in terapia intensiva, dalla paura paralizzante della morte e soprattutto in solitudine.
Questa è una rara presenza nei sogni, che stranamente non sono popolati da tematiche di questo tipo.
Piuttosto l’angoscia è provocata e sostenuta, da situazioni lasciate in sospeso e non risolte, discorsi aperti e mai conclusi, con noi stessi o con Altri, parole non dette e che ormai non possiamo più pronunciare, scuse non presentate o non accettate.
In ultima analisi tutto ciò che abbiamo lasciato in attesa di soluzione, di chiarificazione, di verifica, ma non è stato fatto, per lo più per nostra inadempienza, trascuratezza, non volontà, pigrizia, malavoglia, soprattutto sul piano morale e nei rapporti con gli Altri.
E’ come se la pandemia da Coronavirus avesse evocato, in sogno, risvegliato la paura, il terrore, forse in ognuno di noi sopito e nascosto, della improvvisa Apocalisse, della Fine di tutto e quindi della impossibilità ormai di sanare, di rimediare, di chiedere perdono, di perdonare, di pacificarci con noi stessi e con gli Altri, pagare i nostri debiti, di chiudere i conti lasciati in sospeso.
Chissà che il Coronavirus, attraverso i sogni, da lui stesso in noi suscitati, non ci induca ad una riflessione su noi stessi, forse da troppo tempo rimandata.
Sarebbe un insperato e inaspettato regalo.
Per quanto riguarda me personalmente, incurante del Coronavirus, continuo a sognare, come sempre, di dover sostenere esami di scuola, o di Università, per i quali non sono preparato.

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