Gli incendi, una storia infinita. Racconto di Martino A. Rizzo

Degli incendi normalmente si discute nei mesi di luglio e agosto. Per una volta invece se ne vuole parlare a dicembre con una piccolissima miscellanea che raccoglie pochissime notizie su alcuni incendi verificatisi negli ultimi secoli nel nostro circondario. E poi? Aspetteremo luglio e agosto 2022 per aggiornare la raccolta.

Era il 1774 e su “Per la città di Rossano contra i magnifici fratelli di Abbenante. Commessario degnissimo il regio consigliere sig. d. Giuseppe Crisconio”, si legge che “i pastori (di Cherubino) furono assaliti dalla gente di Abbenante, la quale, dopo di averli crudelmente maltrattati, e depignati, incendiò le mandre”.

Nel 1864, sul numero de Il Bruzio del 4 maggio, si legge che il “bracciante, passa da un punto ad un altro punto dei terreni Comunali, lasciando la sterilità dietro i suoi passi, non badando a concimare il suolo, a pian tarlo, a migliorarlo, e se sia in declivio, o in piano; e quando il numero dei buoni terreni è esaurito, mette fuoco in un bosco, e semina sulla cenere. Così le nostre belle foreste si sono distrutte, così si son formate quelle lande deserte, inutili al pascolo, inutili alla semina, e che tra le terre vicine verdeggianti biancheggiano come macchie di tigna; così è avvenuto che il forestiero che visita la prima volta le nostre campagne è costretto a dire: Quindi passarono i Vandali!”.

Su Il Bruzio del 9 luglio si racconta che “altri briganti, che infestano il povero circondario di Rossano, si presentavano in questi giorni nella contrada Cedonia nei dintorni di Corigliano. I campi erano mietuti, i covoni abbarcati, ed otto bovi si riposavano dalle fatiche delle trebbiatura sotto l’ombra degli olivi. Padrone dei bovi e dei covoni era il signor Lettieri. Lettieri chiesto di denaro si era ricusato: i briganti vanno nel suo campo, avvicinano le pipe ai covoni, e le fatiche d’un anno son divorate dalle fiamme. Vi è il fuoco, dicono i briganti, e vi manca l’arrosto. Si avvicinano ai pacifici buoi, ed a colpi di revolver gli uccidono”.

Nel 1867 è il Corriere della Sera del 22 agosto che si sofferma su “Gli incendi dolosi in Calabria – L’Opinione pubblica una interessante corrispondenza da Rossano, nella quale si narra che da più di un mese si succedono giornalmente incendi. In un solo fondo cinque volte venne appiccato il fuoco; in parecchi altri due o tre volte. Non si denunciano nemmeno gli incendi, perché l’autorità manca di agenti da inviare in soccorso o per scopprire i colpevoli. Il giorno 18, nel solo territorio di Rossano, vi furono nove incendi, e parecchi altri nei territorii vicini. Interi paesi divorati dalle fiamme chiedevano soccorsi a Rossano. Sembrava che una setta feroce avesse formato il disegno di incenerire in una sola notte tutto il circondario. È certo ormai che i contadini odiano terribilmente i proprietarii e si spingono a commettere questi delittuosi attentati. Se – scrive il corrispondente dell’Opinione – il Governo non provvederà, tardi o tosto si dovrà assistere a qualche spiacevole avvenimento”.

Sul Giornale di Economia Forestale del 1871-72 si legge: “E qui sia permesso chiedere: havvi alcun altro paese della terra dove gl’incendi nei boschi siano tanto frequenti come nelle nostre provincie meridionali? Di ciò pur troppo due sono le cause precipue: la prima è il gran numero dei pastori vagabondi, intenti a farsi largo nei boschi per migliorare il pascolo; la seconda il pessimo governo boschivo e la cattiva legge forestale che costringe il possidente a mantenere imboschiti i suoi fondi senza far conto se il boscame gli possa fruttare o no; motivo per cui non gli resta altro scampo per sottrarsi da questo vincolo, che di farvi appiccare il fuoco”.

Anche i Diari di Ignazio Pisani sugli incendi raccontano tanto.

1904, 26 agosto: Si incendiano gli olivi di D. Anna di Toscano.

1912, 4 luglio: Forte incendio con danni alla Lampa, Labonia, Martucci, Toscano, Joele.

1913, settembre:  Dal 15 al 20 vari incendi in Sila e nelle montagne di Rossano e resto del circondario.

1920, luglio: Incendi soliti dolosi ai boschi del Patire ora dello Stato.

1920, agosto: Caldo normale, tempo sereno costante.  Il 4: Incendi ai boschi di Rizzuti.

1922, luglio: incendi dolosi in montagna per la proibizione del pascolo caprino. Certamente il proibire il pascolo caprino totalmente è un errore. […] Incendi a Culota (Bucita di Martucci) e Mesola Crosetto.

1922, 2 agosto: Incendio al Patire allo Spinaro. In alta montagna: tutti incendi dolosi. 6 agosto: Incendio della costa di Pirillo sotto il Casino di D. Infinita Romano, venduta ad un contadino.  … Incendi dolosi in montagna.

1924, 24 settembre: La sera si incendia il Casino di S. Irene di Remondino, appartenente a Martucci; si brucia tutto.

1925, agosto: Incendi nelle nostre montagne provocati dai soliti caprai.

1927, 13 agosto: Incendio doloso in montagna. Sono i caprai per protesta delle tasse delle capre. L’incendio è stato ai Pizzuti al di là delle Coserie: è bruciata tutta la montagna di Cropalati.

1927, 17 settembre: Incendio per la terza volta a S. Onofrio. 18: Quarto incendio in montagna. Tutti incendi dolosi come protesta della tassa speciale sulle capre, che hanno distrutto tutta la nostra montagna.

1928, 8 luglio: Incendio, represso a tempo, nella proprietà “Oliveto” di Amarelli. Grave incendio agli ulivi nella Ciminata di Greco.

1928, 31 luglio:  Fortissimo incendio alla proprietà di Torrepinta di D. Filippo De Mundo.

1931, 30 agosto: Incendio in montagna Palombara Valletta, zona dello Stato.

1933, 22 agosto: Incendio del bosco Raia: le fiamme distruggono la metà del bosco; non è la prima volta!… Incendio certamente doloso per far legna.

Nei Racconti Calabresi di Leonida Repaci si racconta di quando “Cata appiccava il fuoco ai pagliai per la gioia di vedere le lingue della fiamma levarsi improvvise nella notte”.

Facendo poi un salto fino al 2021, il Corriere della Calabria del 12 agosto parla di “Incendi in Calabria, 4.700 interventi da luglio. In molti casi i roghi sono arrivati a lambire abitazioni o infrastrutture, rendendo necessaria l’evacuazione di interi nuclei familiari. Dal 1 luglio ad oggi sono oltre 4.700 gli interventi espletati in Calabria per i soli incendi boschivi e di vegetazione. Dai primi di Agosto ad oggi risultano effettuati 1.696 interventi. In molti casi i roghi sono arrivati a lambire abitazioni o infrastrutture e ciò ha reso necessario in via precauzionale l’evacuazione di interi nuclei familiari sino al termine delle operazioni di spegnimento o comunque alla messa in sicurezza del contesto interessato dal fuoco”.

Sempre nel 2021, l’agenzia di stampa ANSA del 21 agosto riporta che “dal 1 luglio scorso sono stati 6.725 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco in Calabria per i soli incendi boschivi e di vegetazione, di cui oltre 3.800 dal 1 agosto ad oggi. Le province maggiormente interessate sono state Cosenza con 1.760 interventi, Reggio Calabria (1.730), Catanzaro (1.580), Vibo Valentia (940), Crotone (715)”.

E la storia continua…

Martino A. Rizzo

 

I racconti di Martino A. Rizzo. Ogni mercoledì su I&C

Martino Antonio Rizzo, rossanese, vive da una vita a

Firenze. Per passione si occupa di ricerca storica

sul Risorgimento in Calabria. Nel 2012 ha pubblicato

il romanzo Le tentazioni della

politica e nel 2016 il saggio Il Brigante Palma e i misteri

del sequestro de Rosis. Nel 2017 ha fondato il sito anticabibliotecacoriglianorossano.it. Nel 2019 ha curato la pubblicazione

dei volumetti Passo dopo passo nella Cattedrale di Rossano,

Passo dopo passo nella Chiesa di San Nilo a Rossano,

Le miniature del Codice Purpureo di Rossano.

Da fotografo dilettante cerca di cogliere

con gli scatti le mille sfaccettature del paese natio

e le sue foto sono state pubblicate nel volume di poesie

su Rossano Se chiudo gli occhi.

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