GIUSTIZIA, SPESE FOLLI. ALLO STUDIO PROTESTE ECLATANTI

la sala

Il comitato a difesa del tribunale di Rossano celebra la ripresa delle attività. Ieri a Rossano un primo incontro al fine di studiare le strategie contro lo strapotere di uno Stato che ha chiuso un tribunale senza ancora motivare le vere ragioni. Allo studio azioni eclatanti. Intanto partirà una richiesta al presidente Oliverio perché si faccia interprete della grave situazione che vive la città e il comprensorio, chiedendo al governo Renzi un serio intervento sul “caso Rossano” sulla cui chiusura s’ipotizza una cabina di regia di stampo affaristico. L’azione seguirà binari paralleli: da una parte la protesta dall’altra fare chiarezza sull’illegittimo provvedimento di chiusura. Si chiede dunque un’azione di trasparenza e il ripristino della legalità. Sollevate eccezioni sulla denuncia depositata tempo fa presso la procura di Salerno contro il presidente del tribunale di Castrovillari dal sindaco di Rossano e da numerosi avvocati, di cui ancora non si ha notizia. Nel corso dell’incontro sono stati messi in evidenza i disagi dell’attuale tribunale di Castrovillari, la cui struttura non è in grado di ospitare il carico di lavoro proveniente dallo ionio. Ed ecco che mentre si chiude Rossano, si pensa di investire denaro per la riabilitazione del vecchio tribunale di Castrovillari, a 5 chilometri dal nuovo. Mentre dal nuovo l’aula bunker dista tre chilometri. E meno male che tale accorpamento avrebbe dovuto annullare i disservizi. Allora perché perseverare nel chiudere il tribunale di Rossano e non utilizzare la struttura di viale Santo Stefano anziché spendere nuovi soldi a riadattare il vecchio tribunale di Castrovillari? Non si comprende questo ostruzionismo estremo contro Rossano! Nel frattempo dal 18 maggio le udienze si svolgeranno tutte a Castrovillari, e non è da escludere, che la pratica dei “rinvii“ si trasformi in una regola.
Sottolineati infine gli effetti nefasti post-chiusura: molte toghe dello ionio non seguono più le udienze per via dei costi legati alla mobilità. E’ in atto la pratica delle “sostituzioni” e molti giovani ( e meno giovani) avvocati meditano di lasciare la professione. Non ce la fanno sul piano economico. Distrutta la speranza di una carriera, di una professione, di un posto di lavoro, di chi ha investito per studiare e formarsi. A fronte di tutto questo lo Stato preferisce volgere lo sguardo dall’altra parte. Ma, ieri, ancor più grave è stata l’assenza di molti consiglieri comunali di Corigliano e di Rossano, dei sindaci del basso ionio, delle organizzazioni sindacali, dell’associazionismo. Assenti anche molti avvocati che, evidentemente, hanno sposato la “causa” Castrovillari. Presente invece molta società civile.Tanta divisione fa il gioco e avalla la famosa cabina di regia affaristica che ha posto la parola fine su Rossano. Tra le proposte inoltre: il blocco delle attività amministrative da parte dei sindaci e manifestazioni di protesta fino ad arrivare a Roma. La mobilitazione si è riattivata, nei prossimi giorni prenderanno forma le iniziative.

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