Fusione, i primi effetti dell’immobilismo amministrativo

Corigliano Rossano – Fusione, gli effetti sui ritardi delle due amministrazioni uscenti ora si toccano con mano. Nel 2015 il consiglio comunale di Rossano delibera a favore della città unica, a distanza di un anno segue il civico consesso di Corigliano. L’ex sindaco Giuseppe Geraci vuole sondare il terreno nella sua città. E trascorre almeno un anno. Poi si decide e la pratica passa. Seguono altri consigli comunali fino ad arrivare al referendum di ottobre 2017 in cui i cittadini confermano il si alla fusione. Neanche dopo l’esito referendario inizia  il lavoro preparatorio all’interno dei due comuni. Solo scaramucce a distanza e inutili scontri. Da un mese c’è il commissario Domenico Bagnato il quale si deve far carico di un lavoro preliminare non svolto. Solo i timbri della nuova città e parte della modulistica. Ora i disagi ricadono sui cittadini a partire dal blocco dei pagamenti del nuovo comune ai privati, a seguire  l’interruzione prossima del servizio comunale dell’assistenza fisica per i bambini disabili  (18 maggio). La problematica del piano strutturale associato, dei bilanci, del personale comunale, della gestione del verde pubblico o del piano spiaggia. Tanti temi irrisolti verso cui si poteva avviare un lavoro preparatorio responsabile. E invece si è preferito litigare a botta di comunicati stampa. Ed ora tutto il malloppo sulla triade commissariale che dovrà avere i suoi tempi per armonizzare il tutto. 

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