Chiarezza per la Nuova Città sullo Jonio



E’ il luogo e le sue genti, con le loro ricchezze/risorse primarie e creative, che danno vita alle attività imprenditoriali, produttive e commerciali, avendo a base le formate nel tempo. Così avviene. E’ questa esistenza che dà il via all’imprenditoria che accresce in reciprocità il quantum di popolazione che vi si stanzia. Il luogo muta nel suo tempo/percorso nella dipendenza dei caratteri che evolve o involve, così passando da villaggio, a paese, a città (città-civiltà) o parimenti retrocede verso l’obblio.

Il luogo/entità non sta fermo, se non si difende da quanto su di esso può abbattersi: carestia, assedi e giannizzeri, depredazione militare o come adesso avviene, usurpazioni di beni e servizi con regolamenti/forma, arretra sino a soccombere, sino alla sostituzione delle sue genti. Ad esempio, se i cosiddetti “emigranti” scappano dal terzo mondo, dice la disinformazione e l’ONU, per fame e guerra perché nella grande maggioranza sono depositati, non accolti, nelle regioni del sud anziché negli Stati e Regioni ricche? in ogni caso mai vanno in Spagna che possono raggiungere a nuoto. Il governo non lo spiega!

Il Prefetto G. Tomao e il Ministro M. Minniti, sono proprio liberi di poter creare qui sul nostro territorio il secondo disastro, per i prossimi 50 anni, dopo quello dell’Enel? Ci ricattano?

E’ monotono leggere certe affermazioni sui politici lungimiranti, se esistiti, di oltre un secolo fa, che al massimo s’incontravano per qualche ricorrenza familiare chiacchierando tra una cedrata e un rosolio e, affermare un rigo dopo, che nulla di buono e utile da mille anni hanno portato le diffidenze e le rivalità reciproche provate dalla metafora del “lenzulo del Patìre”. La confusione è troppa.

All’amico di vecchia data, non scherzo, voglio semplicemente dire che i Sindaci di Corigliano e Rossano, per alcuni versi eccetto il complicato o astuto Giuseppe Caputo, almeno dal 2001 non capirono nulla del maremoto che sul loro/nostro territorio si abbatteva nonostante, tre o quattro “utopisti”, l’avessero individuato e segnalato dando pubblicamente indicazioni e ragioni precise. Il motto sin dal 2001 fu esattamente quello che solo adesso si persegue “Un solo Sindaco, una sola giunta” e non quelli generici, del “più o meno”, come molti fanno per comunicarci “Io C’ero!”, “Visto come fui bravo!”.

E’ la mia un’affermazione destinata a essere confermata dagli storici.

Se quei Sindaci, che solo rovina hanno creato, avessero colto quell’appello la Città sullo Jonio sarebbe già consolidata nei suoi vari aspetti economici, di capitale fisso, di servizi, perché fatta al di fuori della crisi economica di rapina in corso, ed avrebbe una densità urbana di almeno 289ab/kmq di gente nostra contro quella di circa 223ab/kmq. Ma andiamo avanti.

Sul piano tecnico affermo che in quella fase “L’area urbana” non fu conquistata, né fu donata, fu semplicemente un’operazione di disinformazione della Provincia per sviare il dibattito già all’ora maturo della fusione di Corigliano e Rossano, con promesse variopinte sulla gestione di servizi di partenariato (Spesa 2008/20013).

Un ciucciotto ammorbante per Sindaci d’intravista “carriera”, privi d’idee sulla difesa dell’Agro Thurino (non Piana di Sibari) già noto a Cesare ma assente dalla bocca o penna dei politici “esperti” che amano il toponimo Sibari e nulla, fanno, per difenderla dal tronco del “megalotto” che colpirà la Sibari arcaica e sulla quale con protervia non si è mai scavato e, che Soprintendenti e Sindaci amano ignorare, così come avvenne per il luogo archeologico sotto il carcere di Rossano.   

Nulla hanno a che fare le richieste di finanziamento UE con l’Aria Urbana. Perciò quella caramella appiccicosa o prosciutto accolto sugli occhi di chi non volle vedere, nulla preparò dell’oggi, semmai l’hanno fatto quelli che ignorati realizzarono il Comitato 100A da sempre aperto, con orgoglio, a tutti, proprio a tutti ma che non può accondiscendere su questione che mettono a repentaglio la chiarezza dell’obbiettivo. Tutti sul tema ma con chiarezza. L’Area Urbana nulla ha a che spartire con la Nuova Città sullo Jonio e il suo referendum del  22/10.   

Non finirà qui, cambia il metodo ma resta il concetto, ribaltato, di C. von Clausewitz  “La politica non è solamente un atto di guerra. E’, dunque, un atto politico, … la sua continuazione con altri mezzi”. Questo ci ha insegnato il tempo. Può il regnante dei territori (Presidente della Regione) non vedere ciò che accade è non intervenire in difesa di chi emancipa (sviluppo) il territorio suo e del “Quadrante Geografico”?

E’ facile intervenire in assenza di dissidio interno al luogo facendo propria, come ha fatto, la Legge Graziano per la fusione di Corigliano e Rossano, i cui emendamenti apportati, invito il mio Sindaco e Concittadini a leggere. E’ una legge da considerare esemplare per rispetto del territorio e correttezza verso le genti delle due ormai ex comunità. Il Consiglio che verrà farà il resto, non c’è alcun bisogno di appalesare inesistenti timori.     

E’ difficile far finta di non vedere che il sistema politico che svuota e impoverisce la Calabria, qui sopravvive, grazie ad alcuni Reparti armati (Cosenza), loro supporter e facili Consulenti.

Se dovesse impigliarsi in questa ineguale dualità, il governo del Presidente, farebbe  il bene dell’interesse generale della Calabria? Egli non può non ascoltare ed essere equidistante, deve venire qui in difesa di quanto ha intelligentemente favorito e stare con i Sindaci del Quadrante che, sempre più, soppesano la bontà della formazione della Città sullo Jonio. Ogni considerazione accessoria a giustificazione del non agire è solo cianfrusaglia, obbedienza di maniera.

Al mio Sindaco protempore dico che non è supportando ondivagamente e con il saper dire  il “fronte ricorrente del no” che si vince la futura competizione elettorale.

Il Sindaco Geraci ragionò un anno sulla questione e il C100A fu d’accordo con lui nell’attendere. Egli e la sua maggioranza scelsero di essere i fautori della delibera Consiliare di Fusione. Ugualmente sa che un ritiro di quella delibera non ferma di per sé, il referendum del 22 ottobre. Questo atto potrà imporlo solo il Consiglio regionale, ma con quale risultato politico!

Il ricorso al Tar  mostra tutta la debolezza di quella fronte destinata a sfaldarsi per ovvi motivi di appartenenza perché spesso unita da risentimenti e paura di perdere qualche mollica da pollaio. lo vedremo. Il Sindaco certamente valuterà tra le tante, il rischio di immettere, privo di zavorra, nel gioco elettorale un largo schieramento di Liste Civiche per la fusione dei due comuni, fatte di uomini e donne di questo paese.

Egli e gli attendisti, al di là dell’appartenenza, sanno che l’intellighenzia e l’imprenditoria da tempo ha individuato il tema e scelto ove stare. Il programma di ieri, per domani è quello di supportare e strutturare le ragioni della Città sullo Jonio che il C100A da anni enuncia. I favorevoli per il sì non hanno paura di sottoporre la loro proposta di liberazione al giudizio popolare.

Il dato è tratto, necessita mirare e realizzare la Legge Regionale Graziano che ne indica il percorso, non le paure di chi soffre la propria confusione politica. Leggetela, Meditatela e Commentatela

Cosimo Montera, componente comitato 100 associazioni pro fusione Corigliano – Rossano

(fonte:comunicato stampa )

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