Fake news? Sì, ma da parte del Comune



Acri

 

Lo scrivente Avv. Stanislao Acri, in relazione al comunicato stampa del 02.12.2017 del Comune di Rossano, nel quale viene ingiustamente chiamato in causa, con la presente sente il dovere di effettuare le necessarie precisazioni a tutela della propria professionalità ed immagine.

  1. In primo luogo precisa che il suddetto comunicato va a ledere la stessa immagine del Movimento 5 Stelle. In specie, nella foga di voler rispondere alle dichiarazioni rilasciate in un precedente comunicato stampa da un appartenente ad un Meetup rossanese (Meetup Rossano Pentastellata), che si ispira al M5S ma che non è M5S, sbaglia interlocutore ed attacca ingiustamente i “Cinquestelle rossanesi” o “il Movimento 5 Stelle rossanese”.

 

  1. Lo scrivente, come risaputo, fa parte dello storico Meetup rossanese “Amici di Beppe Grillo Rossano in Movimento”, che è stato accreditato nelle recenti amministrative del 2016 col simbolo del M5S. Pertanto, nulla ha a che fare con il Meetup Rossano Pentastellata.

 

  1. Sarebbe bastato semplicemente leggere la firma del comunicato per rispondere correttamente allo stesso, invece si è andati ben al di là, addebitando in mala fede allo scrivente (“Viene però il sospetto che dietro alla sistematica diffusione di fake news…”)  la mente di quel comunicato stampa, per il sol fatto di aver difeso i diritti di un funzionario-legale del Comune di Rossano, peraltro in una vicenda contenziosa che nulla c’entra con la contestata delibera di incarico difensivo n. 274 del 15.11.2017.

 

  1. Inoltre, con fare denigratorio, l’autore si riferisce allo scrivente come “candidato senza successo a Sindaco”; mi spiace ma tale disonorevole affermazione non può che essere rispedita al mittente in quanto tocca non solo la dignità del sottoscritto ma di ben 1620 “liberi e dignitosi” cittadini che hanno creduto in lui e che meritano il dovuto “rispetto” da parte di coloro che amministrano e rappresentano la città.

 

  1. Nelle ultime righe del summenzionato comunicato si parla di “riservatezza”/”dati sensibili”/”organizzazione e funzionalità dell’ufficio”, mentre – in qualche paragrafo precedente – si entra nel pieno merito della vicenda giudiziaria da me patrocinata che ha visto coinvolto un dipendente dell’Avvocatura comunale, parlando di un “clamoroso insuccesso” in conseguenza  della dichiarazione del Tar per manifesta infondatezza.

Orbene, senza voler addentarsi nei meandri giuridici della questione, tiene a precisare quanto segue:

– Allorquando un dipendente di un Comune, e nel caso di specie l’Avvocato del Comune, per difendere i suoi diritti deve difendersi dal Comune medesimo, già questa è una sconfitta!

–  Nella vicenda delle posizioni organizzative si è creato all’interno del personale dell’Ente un gelido clima di dissapori, che ha visto protagonisti tanti e tanti dipendenti, quindi non una sconfitta ma tante sconfitte!

– La sentenza in questione, come ben sanno gli amministratori-legali dell’Ente, non è passata in giudicato per cui, tanto è stata dichiarata “manifestamente infondata” quanto è “manifestamente appellabile”!

– Per la prima volta sin dal 2001, data di istituzione delle posizioni organizzative all’interno del Comune di Rossano, l’Ufficio legale è stato irragionevolmente “spogliato” di posizioni organizzative, in netto contrasto alla speciale normativa vigente in materia che lo inquadra in una particolare forma di autonomia organizzativa;

– Tale scelta “politica” ha fatto risparmiare soldi all’Ente? No, perché è stata attuata a parità di fondo destinato alle aree delle posizioni organizzative negli anni precedenti pari ad € 115.000.

–  E’ bene precisare che una posizione organizzativa di importo base costa all’Ente € 5.164.56, mentre il solo fatto di doversi difendere dai propri dipendenti  è costato – come si legge nelle delibere di Giunta nn. 234 e 235 del 03.10.2017 pubblicate sull’Albo Pretorio – € 4.377,36 (€ 2.188, 68 per ciascuno dei due incarichi difensivi), quindi molto più se si vanno ad aggiungere i costi dell’eventuale appello!

Tutto quanto sopra precisato, lo scrivente chiede rettifica e pubbliche scuse da parte dell’autore della nota diffusa a mezzo stampa, al fine di scongiurare le dovute tutele nelle sedi competenti.

Tanto si doveva,

Stanislao Acri

(fonte: comunicato stampa)

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