Energia elettrica. Cassazione: aziende legittimate a chiedere rimborso

droga

La Corte di Cassazione con una recente sentenza, precisamente la n. 27099/2019, ha previsto la possibilità per le aziende di chiedere ai propri fornitori di energia elettrica il rimborso di quanto loro corrisposto per l’addizionale provinciale sull’accisa sull’energia elettrica. Una notizia alquanto interessante per quelle aziende che spendono annualmente fior di quattrini in energia elettrica, ma che come capita spesso non ha avuto la giusta rilevanza. La richiesta di rimborso può essere formulata relativamente al periodo 1° maggio 2010 – 31 dicembre 2011, in considerazione che la suddetta addizionale provinciale è stata soppressa con decorrenza 1° gennaio 2012. L’azione è esperibile nei limiti della prescrizione ordinaria di dieci anni. A conti fatti si ha tempo giusto fino al prossimo 30 aprile 2020. Occorre quindi rispolverare le vecchie fatture dei fornitori di energia elettrica e controllare che Vi siano importi imputati per l’addizionale provinciale. Fatto questo basta mandare una pec di richiesta di rimborso o meglio una “diffida al rimborso” nella quale va inviata l’azienda a rimborsare l’importo da Voi indebitamente corrisposto. Naturalmente se ci sono più fornitori, vanno inviate più richieste. In tal modo verrà interrotto il termine di prescrizione del diritto al rimborso. In ipotesi di mancato rimborso entro il 30 giugno p.v. l’utente valuterà, con l’ausilio del proprio legale di fiducia, se procedere in via giudiziale. E’ chiaro che la decisione dipende dall’importo del credito vantato. In questo periodo di pandemia sanitaria ed economica, i fornitori di energia elettrica sperano che non ci siano molte richieste, speranzosi  che i loro clienti sono presi da tutt’altri pensieri. Ma non si sa mai.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.