Editoriale. La sanità e le candidature comunali inutili

In un mio intervento dello scorso mese di novembre riflettevo, sul pericolo dato dall’imminente blocco delle assunzioni nella sanità; è antipatico dire che l’avevo detto, ma la previsione è diventata realtà.

In più, considerato che con quota 100 (giusta o sbagliata che sia) si collocheranno in pensione molti tra personale medico e paramedico, i nostri ospedali soffriranno ancora di più la mancanza di dipendenti.

Quello che era facile predire anche non essendo un mago, è ciò che si è prospettato al “Tavolo Adduce”, ossia non migliorando la situazione finanziaria le conseguenze sono oltre a quanto detto sopra, anche l’aumento delle aliquote fiscali a carico dei calabresi.

E il governo cosa fà, dopo anni e anni di gestione finanziaria del settore? Commissaria il suo commissario, nominandone un altro.

Si è andati avanti per anni, con evidenti problemi, ma il minimo seppur a fatica era garantito, ora si prospetta  una sanità regionale in ginocchio, con conseguente (per chi se lo può permettere) migrare per farsi curare in altre regioni.

E’ palese che il vecchio commissario era stato nominato da altra forza politica, ma sempre di delegato del governo si trattava e il suo compito era di ridurre il deficit; la riflessione potrebbe essere lapalissiana: non è che forse i commissari fanno più male che bene alla nostra regione?

Per quanto concerne le imminenti elezioni amministrative, paiono delineati gli schieramenti salvo qualche novità dell’ultima ora. 

La cosa che potrebbe essere negativa è che se le coalizioni decidessero di presentare un elevato numero di liste oggi, si corre il rischio di avere problemi nel governare domani. 

Avere possibilmente un’aggregazione formata non da qualche soldato di ventura, ma di gente competente e preparata che per un periodo della propria vita si presta alla politica cercando di dare una mano allo sviluppo del territorio, può essere un ottimo viatico almeno potenzialmente per il sindaco che avrà l’onore e l’onere di governare, e non per amministrare la nuova realtà.

Sono un assertore convinto che occorre un’assunzione di responsabilità di chi è più attrezzato per farlo, rifuggendo da quello che viene chiamato il pressapochismo organizzato; dove il dilettantismo e le bufale sono virtù,  di chi probabilmente altro non può dare.

Egregi candidati a sindaco, vi auguro una bella campagna elettorale e di volgere lo sguardo lontano, poiché in democrazia chi prende più voti deve legittimamente governare, e poiché le aggregazioni le scegliete voi, date un segnale forte al fine di dare ai cittadini la possibilità di votare il meglio, e non il meno peggio.

Avv. Luigi Fraia- già assessore e presidente del Consiglio comunale dell’ex Comune di Rossano

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