Editoriale. Ingerenza dei parlamentari grillini nella gestione commissariale?

Ex tribunale di Rossano

Corigliano Rossano – “Rassicuriamo che nessuno ufficio verrà spostato”. E’ quanto ha affermato la senatrice Rosa Silvana Abate dalla pagina social facebook che in un post ha riferito di avere incontrato il commissario prefettizio Domenico Bagnato unitamente al parlamentare On. Francesco Sapia.  Di fusione ne ho parlato ieri nel corso di un editoriale, invocando provvedimenti nei confronti di quei dipendenti che ostacolano le scelte riorganizzative in chiave di comune unico con atteggiamenti al di fuori delle loro competenze, precisando infine che nella vita privata ognuno è libero di pensarla come crede, nell’esercizio delle funzioni pubbliche invece necessita attenersi agli orientamenti dettati dalle leggi dello Stato. Il mio dire cavalca principi, non certo posizioni a favore dell’uno o dell’altro comune, per quanto mi riguarda Corigliano Rossano è già città unica, in un senso o nell’altro. La materia della organizzazione di uffici e personale è demandata provvisoriamente a un organismo commissariale di matrice prefettizia, per il tramite del ministero degli interni, tra l’altro in mano al leghista Salvini. La burocrazia dovrebbe viaggiare sulle ali dell’autonomia e dell’indipendenza dall’organo politico in materia di gestione, soprattutto poi se parliamo di singole municipalità su cui si ritiene decisamente spropositato un intervento di iniziativa parlamentare. E’ evidente che si tenta di condizionare le scelte del commissario Bagnato nello svolgimento delle proprie attività. S’ipotizzano ingerenze ingiustificate sul piano  sia formale sia sostanziale. Di problemi il territorio ne ha abbastanza, tali da richiedere l’istituzione finanche di una commissione parlamentare  d’inchiesta riguardo ai fatti avvenuti sulla chiusura del tribunale di Rossano. E’ di qualche giorno fa la notizia su Gazzetta del Sud  riguardo un intervento strutturale del tribunale di Castrovillari in cui si parla di carenza di spazi presso l’ufficio di Procura, sezioni di polizia giudiziaria, magistrati onorari, operatori di giustizia e avvocati del foro. E addirittura si prospetta un progetto di ampliamento mediante una nuova struttura da realizzare nello spazio di proprietà comunale confinante con il presidio di giustizia. Nel settembre del 2013, un gruppo di lavoro interno al ministero della giustizia redigeva una relazione finale sulla geografia giudiziaria all’interno della quale  si attribuiva la seguente dichiarazione all’allora presidente del tribunale di Castrovillari :“Il Presidente ha, peraltro, evidenziato che la sede dell’ufficio accorpante possiede locali addirittura sovrabbondanti rispetto alle necessità conseguenziali all’accorpamento dei due uffici giudiziari di Castrovillari e Rossano”.

Viene da chiedersi: si è mentito allora o si mente oggi? Questo è da ritenere un passaggio importante ai fini della chiusura dell’ex tribunale di Rossano oltre ai tanti altri misteri che circondano questa misera vicenda, a partire dalla presenza di tribunali blindati e intoccabili.  Da un movimento che ha fatto della legalità una bandiera politica  come i cinquestelle ci si aspetta giustizia e ripristino della legalità. Cosi come nel settore della sanità, delle infrastrutture, la problematica della centrale Enel (in altre parti i processi sono decisamente avanti) e tante altre questioni sul tappeto rimaste insoddisfatte.  E qui a cosa si pensa? Agli spostamenti degli uffici comunali, ribadisco, di competenza commissariale.  Mi voglio augurare che chi crede nel m5s, la base, i simpatizzanti, possano avviare una seria stagione di riflessione e portare nei giusti binari almeno una parte della rappresentanza parlamentare del territorio.

Matteo Lauria – Direttore responsabile I&C

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