Editoriale. Cimitero: ultima batteria di loculi, pensiamo a una nuova architettura

Il cimitero: un luogo di straordinaria intimità, di preghiera, di nostalgia e di dolore. È qui che si prende contezza della morte dei propri cari e il carico di sofferenza per la mancanza di quelle persone che non ci sono più riaffiora prepotentemente. So che il tema che sto per affrontare è piuttosto delicato e tocca corde sensibili per la dimensione spirituale che coinvolge. Nel cimitero di Rossano non c’è più spazio, probabilmente si procederà alla realizzazione dell’ultima batteria di loculi nei prossimi giorni, poi si dovrà affrontare il problema. Che non è solo di reperimento di nuove aree, di cui si potrebbe anche fare a meno se si avvia un processo di diversa regolamentazione tenendo conto del sistema delle cremazioni, ma anche di arredo estetico urbano. Che mi sia consentito – lo dico con rispetto per le professionalità che vi hanno lavorato – la parte più recente dell’area cimiteriale (non la monumentale) ha dato spazio a una indisciplinata colata di cemento, per architettura promiscua e fatiscente, che risulta all’occhio del cittadino medio davvero inguardabile. E poiché l’area cimiteriale del Rossanese è collocata in una zona centrale, particolarmente visibile, sarebbe opportuno iniziare a pensare a qualcosa di più decoroso, magari proponendo un concorso di idee dove il contributo di tutti potrà aiutare a rendere quell’area di culto appetibile sul piano estetico. L’intero camposanto, dai loculi alle cappelle e ai tumuli, è dato in concessione, nessuno è proprietario, in attuazione delle norme dello Stato in materia. L’argomento è ampio e complesso, riguarda una serie di componenti che non possono essere sviluppate in un singolo editoriale. Credo, tuttavia, che dovremmo avviarci a una nuova architettura commemorativa, possibilmente lontana dalle costruzioni dell’ultimo trentennio e con una diversa ripartizione delle aree, sicuramente con più verde, magari in pieno stile anglosassone. Dovremo valorizzare le zone monumentali, dal valore storico inestimabile, e renderle complementari a una visione di architettura contemporanea. Auspicabile sarebbe un progetto di totale riqualificazione dell’esistente. Tanto a Rossano quanto a Corigliano. Tralascio le parti relative alla gestione e agli ambiti di intervento manutentivo volti a migliorare la conduzione e la fruizione su cui mi soffermerò in altro intervento. Nel frattempo, colgo l’occasione per invitare i lettori sensibili e competenti in materia architettonica a inviarci le proprie idee sui due cimiteri della città di Corigliano Rossano in materia di riqualificazione e, perché no, anche sul concepimento di un terzo cimitero in area baricentrica come si vorrebbe fare. Idee che renderemo pubbliche sulla nostra testata OnLine. 

Matteo Lauria – Direttore I&C

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