Editoriale. Carnevale e calcio, la città è unica. Si cambi mentalità!

Corigliano- Rossano. Per ora vada come vada, magari i tempi non saranno maturi, ma dal prossimo anno che si inizi a intavolare manifestazioni culturali insieme, altrimenti il rischio che la fusione rimanga un fatto solo amministrativo rimane alto. E questo deve avvenire tanto per le manifestazioni carnevalesche quanto per lo sport o altre attività che non sconfinino nella tutela delle identità territoriali. E’ apprezzabile lo sforzo profuso per l’organizzazione del carnevale rossanese da parte dei commercianti e delle associazioni, iniziativa partita dal basso, con il contributo della Proloco e il sostegno del Comune di Corigliano-Rossano. Proprio così, il Comune di Corigliano-Rossano e non più il Comune di Rossano. E invece si continua a ragionare alla vecchia maniera, dimenticando che da circa un anno abbiamo una nuova città di 78mila abitanti. Immaginiamo un Carnevale che metta in campo tutte le energie delle due ex città, carri e folklore insieme, le scuole, le associazioni e le Proloco, i commercianti, gli imprenditori. Se organizzato bene diverrebbe il primo della Calabria! 

Suppongo, o meglio, me lo voglio augurare, che con l’insediamento dell’organo politico tutto ciò possa avvenire. Dai candidati a sindaco, nei programmi, ci attendiamo anche questo: una forte politica di integrazione nelle due comunità, non ancora partita. Uno dei dati tendenziali che emerge con grande evidenza è la passione per lo sport: calcio e pallavolo, ad esempio,  senza nulla togliere ad altre discipline. Il nuovo sindaco deve tener conto di una passione (il calcio) particolarmente seguita nelle due comunità. Oggi un’amministrazione capace può convocare tutta l’imprenditoria presente (in particolare quella a cui le città danno tanto ma da cui poco ottengono) nelle due comunità invitandola a lavorare in un progetto di società che ambisca ai professionisti. Una società sportiva a vocazione imprenditoriale, strutturata professionalmente, capace di progettare e programmare, investendo sui giovani, future promesse. Questo significa: posti di lavoro, visibilità su scala nazionale, politica dell’immagine e conoscenza del territorio. Chiudiamo con le logiche del passato, e guardiamo al futuro con criteri e metodi diversi … 

Matteo Lauria – Direttore testata giornalistica I&C  

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