Dura replica a Manoccio del sindaco di Mandatoriccio

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“Risulta gravemente offensivo oltre che fondato su un evidente tentativo strumentale, demagogico e di totale disinformazione l’intollerabile intervento di Giovanni Manoccio nel suo inutile ruolo di delegato regionale all’immigrazione”.
Giunge la replica, dura, del sindaco di Mandatoriccio Angelo Donnici. Primo cittadino accusato di intolleranza nei giorni scorsi da Manoccio in occasione della protesta contro la decisione di allocare 42 immigrati in una struttura turistica. Il sindaco ribadisce che “la comunità di Mandatoriccio vanta una storia di emigrazione e di accoglienza. Ed il nostro, oggi, vuole e sa essere un territorio di sana ed equilibrata accoglienza”.

MANOCCIO E LE ACCUSE DI RAZZISMO

Non sono andate giù al primo cittadino le insinuazioni del delegato regionale all’immigrazione. Quest’ultimo è stato invitato ad un dibattito pubblico. “Potrà cogliere l’occasione per tentare di spiegare in che cosa consisterebbe il suo ruolo. Considerato che non ha mai incontrato i comuni. E dando magari conto di cosa ha fatto per quelli abbandonati del Basso Ionio Cosentino. O, ancora, di quello che sta facendo per la questione migranti che le amministrazioni comunali e la comunità locali si vedono letteralmente scaricare su di loro”.

E non è tutto. “A dire il vero ci saremmo aspettati che Manoccio, nel ruolo che pomposamente rivendica ad ogni occasione, si fosse doverosamente messo in contatto con il Comune di Mandatoriccio. Per accertarsi, per documentarsi e per attestare al Sindaco, alla Giunta ed alla Comunità un minimo di vicinanza e di garbo istituzionale. Non fosse altro per elargire suoi eventuali suggerimenti, che avremmo gradito e valutato nel merito. Invece nulla, nemmeno una telefonata di cortesia. Salvo poi dover essere costretti a leggere sulla stampa un suo attacco volgare alle istituzioni. Alla intera popolazione ed in particolar alle donne, ingiustamente accusati nientemeno che di razzismo! Mandatoriccio è, era e rimane per l’accoglienza diffusa. Ed è contraria a forme di trasferimento dei migranti trattati come pacchi postali. In una logica che, di fatto, diventa utile solo per chi fa business economico. E risulta invece contraria alla stessa invocata integrazione degli ospiti con i territori ospitanti”.

Fonte: La Provincia di Cosenza

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