Depurazione, operazione Archimede: in 4 ai domiciliari. Obbligo di firma per il sindaco di San Nicola Arcella

Si tratta di Tiziano Torrano, Pasqualino De Summa, Maria Mandato e Giuseppe Antonio Arieta. La prima cittadina Barbara Mele dovrà obbligatoriamente presentarsi alla polizia giudiziaria.

La nuova inchiesta della procura di Paola che punta a fare luce sul sistema di depurazione di alcuni Comuni del Tirreno cosentino, denominata “Archimede, vede iscritte nel registro degli indagati decine di persone. Tra queste, spiccano i nomi di Barbara Mele, sindaca di San Nicola Arcella, e Vincenzo Cristoforo, assessore all’Urbanistica al Comune di Belvedere Marittimo, quest’ultimo già indagato nell’inchiesta denominata “Appalti e massoneria. Per la prima cittadina sannicolese è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, per l’ingegnere è scattata invece il divieto temporaneo di esercitare l’attività professionale.

Le misure cautelari

L’odierna operazione giudiziaria ha potato anche all’arresto di quattro persone. Si tratta di Tiziano Torrano, Pasqualino De Summa, Maria Mandato e Giuseppe Antonio Arieta. Per loro è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari. Per i tecnici Albina Rosaria Farace e Francesco Fullone è stata applicata la misura della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, mentre per gli imprenditori Enzo Ritondale e Renato La Sorte è scattato il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione per un periodo, rispettivamente, di 12 e 6 mesi.

fonte LaCnews24

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