Corigliano, servizio smaltimento rifiuti prorogato per ben tre volte

di FABIO BUONOFIGLIO

17/03/2014 Roma, Camera dei Deputati, presentazione della fiction RAI su Don Giuseppe Diana. Nella foto Raffaele Cantone
17/03/2014 Roma, Camera dei Deputati, presentazione della fiction RAI su Don Giuseppe Diana. Nella foto Raffaele Cantone
C’era una volta una delibera, a Corigliano Calabro. Era la Deliberazione n. 61 del 7 aprile 2015, attraverso la quale la Giunta retta dal sindaco Giuseppe Geraci dichiarava che il Comune avrebbe dovuto fare ricorso a una professionalità esterna all’ente al fine di predisporre il capitolato d’appalto disciplinare e l’analisi dei costi per il servizio d’igiene urbana. Era stato il responsabile del Settore Manutenzione e Ambiente del Comune, Antonio Durante, a sollecitare tale atto da parte della Giunta, poiché nell’organico del Comune di Corigliano Calabro non vi sono figure con competenza tale da predisporre un bando pubblico così complesso come quello per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. La sollecitazione di Durante, pertanto, veniva accolta. Purtuttavia, l’esecutivo Geraci è tornato sui propri passi. E, non tenendo conto della propria stessa delibera, ha riaffidato il difficile compito proprio al Settore Manutenzione e Ambiente (responsabile unico del procedimento: Francesco Bua). Già. Ma cosa è successo nel frattempo? In Municipio s’è forse tenuto un corso di alto livello talmente accelerato da far diventare poco dopo competenti e idonei a redigere il bando-rifiuti quanti s’erano poco prima autodichiarati inesperti? Stranezze coriglianesi. Non solo. Sì, perché a dispetto delle rassicurazioni, fornite dal sindaco Geraci, il Comune di Corigliano Calabro non ha ancora emesso il bando di gara. Da mesi e mesi annunciato, ma eternamente “imminente”. Da ultimo, durante la “solenne” conferenza stampa di fine anno tenuta dal primo cittadino il 29 dicembre 2015. E su questa china il Comune ha fatto ricorso all’ennesima proroga del servizio con la “Ecoross Srl”, attraverso un contratto “allungato” per la terza volta. Un “allungamento” contrattuale d’altri sei mesi dal termine della penultima proroga (31 dicembre 2015) che fa slittare la nuova scadenza al 30 giugno 2016. Eppure, il 17 settembre dello stesso anno, l’amministrazione comunale aveva pubblicamente presentato ‒ “pratica” più unica che rara per una futura pubblica gara d’appalto ‒ il nuovo bando presso la sede municipale di Palazzo Garopoli. Già, ma “quale”, se quella gara a tutt’oggi non è mai stata bandita? Alle amministrazioni pubbliche, dev’essere noto che, a seguito dell’intervento abrogativo dell’articolo 23 della Legge n. 62/2005 rispetto alla Legge n. 537/1993, la giurisprudenza attribuisce al divieto di rinnovo dei contratti d’appalto scaduti una valenza generale e preclusiva sulle altre e contrarie disposizioni della normativa nazionale che consentono d’eludere il divieto di rinnovazione dei contratti pubblici. L’Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone ha già chiarito che la “proroga” ‒ oggetto di numerose pronunce da parte della giustizia amministrativa ‒ è un istituto assolutamente eccezionale. E, in quanto tale, è possibile ricorrervi soltanto per cause determinate da fattori che comunque non coinvolgono la responsabilità dell’amministrazione aggiudicatrice.
Al di fuori dei casi strettamente previsti dalla legge, la proroga dei contratti pubblici costituisce una violazione dei principi enunciati all’articolo 2 del decreto legislativo n. 163/2006 e, in particolare, della libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza. La proroga deve infatti avere carattere di temporaneità e dev’essere strumento atto esclusivamente ad assicurare il “passaggio” da un regime contrattuale  a un altro. Una volta scaduto un contratto, quindi, l’amministrazione, qualora abbia ancora necessità d’avvalersi dello stesso tipo di prestazione, dev’effettuare una nuova gara (sentenza del Consiglio di Stato n. 3.391/2008). Ma proprio mentre per l’Autorità nazionale anticorruzione l’istituto della proroga rappresenta una vera e propria eccezione, per il Comune di Corigliano Calabro è divenuto istituto d’ordinaria amministrazione. Nel frattempo, a Palazzo Garopoli gli “scienziati dell’ambiente”, con in testa l’assessora Marisa Chiurco e lo stesso sindaco Geraci, continuano a tenere improduttivi incontri coi rappresentanti sindacali degli attuali dipendenti della “Ecoross Srl”, assunti proprio per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Corigliano Calabro e oggi fortemente preoccupati del fatto che il bando di gara che si starebbe profilando possa disincentivare la partecipazione da parte delle imprese potenzialmente interessate a parteciparvi, le stesse che dovrebbero poi riassorbirli al lavoro… 

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