Corigliano-Rossano, tumori: preoccupante la soglia dei decessi, dai 28 ai 50 anni |VIDEO

Ripiomba come un macigno il dramma dei tumori lungo la fascia jonica cosentina. L’Asp di Cosenza ha da tempo istituito un registro dei tumori ma i dati non vengono resi noti, si legge sul sito istituzionale, per ragioni di privacy. Nel frattempo si continua a morire, lasciano la vita terrena ragazzi di 28 e 40 anni, e molti ultracinquantenni. La soglia della mortalità si abbassa inesorabilmente e le famiglie colpite vengono lasciate nella più assoluta solitudine. Non ci sono punti di riferimento istituzionali a cui rivolgersi, ancor peggio per le famiglie meno abbienti che non sanno a quale Santo appellarsi. A questo si aggiunga la problematica degli esami diagnostici e delle lunghe liste di attesa. Anche di fronte alla sospetta neoplasia c’è da attendere sia nel pubblico e ora, da qualche tempo, anche nel privato. Eccezion fatta, come da pratica solita, per chi ha conoscenze e amicizie nelle strutture, in questi casi i tempi si riducono. L’irresponsabilità di chi si occupa della governance è che per i tumori, come è a tutti noto, il fattore “tempo” è determinante. Nella fascia jonica i più diffusi sono: polmone, leucemie, pancreas, seno.

L’ambulatorio di Oncologia ha perso l’ematologia

Da qualche tempo l’ambulatorio di Oncologia presente al “Nicola Giannettasio” di Rossano ha perso l’ematologia dopo il pensionamento del direttore Francesco Iuliano (ematologo-oncologo), in un cui intervento pubblico denunciò: «Questo territorio va indagato». Molti pazienti ammalati di leucemia per curarsi sono costretti a recarsi a Cosenza, oltre al disagio legato alle distanze si rileva un aumento dei costi. La situazione non è al centro dell’agenda né politica né istituzionale. Diventa necessario pervenire all’istituzione di un organismo (comuni, asp, soggetti del terzo settore, etc) a cui le famiglie possano rivolgersi come polo di riferimento per la individuazione dei presidi ospedalieri in grado di fronteggiare la tipologia di neoplasia, rendere celeri lo svolgimento degli esami diagnostici e, aspetto non meno importante, per i meno abbienti individuare un fondo (al tempo della ex Asp di Rossano era stato istituito) per le spese vive da sostenere durante i viaggi della speranza.

L’Associazione “V.Filippelli”: “I dati sono sempre stati alti»

Il segretario dell’Associazione “V. Filippelli” Ranieri Filippelli, struttura a cui molte famiglie in difficoltà si rivolgono, sottolinea come nella Sibaritide il trend della mortalità «sia sempre stato alto sia per le neoplasie in età infantile, ancora peggio per le fasce più adulte». Secondo Filippelli per un primo step serio utile a monitorare costantemente le statistiche occorre richiedere il «coinvolgimento delle ASP e dell’Inps (eroga indennità di accompagnamento e invalidità ai pazienti tumorali) e rilevare i dati prima che avvenga il decesso, in quanto è pratica costante utilizzare come causa di morte la formula dell’arresto cardiaco senza motivare l’origine

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