Corigliano Rossano, rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla ‘ndrangheta



beni“Dal 30 Aprile al 30 Giugno 2018 al via il bando per finanziare gli interventi di rifunzionalizzazione/ristrutturazione dei beni confiscati alla ‘ndragheta nelle disponibilità dei Comuni Calabresi.”
Per come evidenziato dal Dr. M. Mercuri, “ possono essere finanziati progetti che prevedono strutture di servizio per gli Istituti scolastici finalizzate a migliorare le opportunità didattiche (es: palestre, laboratori linguistici o informatici, agricoli, alberghieri, ecc), oppure potranno essere realizzati centri per donne vittime di violenza, oppure abitazioni per soggetti in difficoltà. I comuni potranno presentare progetti anche in forma associata”. Per Corigliano – Rossano risultano, nell’elenco comuni con immobili finanziabili pubblicato sul sito openRegio.it, 8 immobili ex Corigliano e 11 ex Rossano per un totale complessivo di ben 19 immobili.
L’adesione ai predetti bandi PON 2014/2020 da parte del Commissario della nuova città, costituisce non solo una opportunità di crescita per la collettività ma, anche, un necessario investimento sociale e finanziario.
I dati dei beni immobili confiscati utilizzati e/o assegnati non sono certi per l’ex Comune di Corigliano, invero, l’ex Comune di Rossano, sul sito dell’ente – patrimonio immobiliare – beni confiscati1– ha reso pubblico, con apposito elenco, le relative assegnazioni e/o utilizzazioni e quelle dei beni ancora da impiegare.
Diritto dei cittadini avere un quadro chiaro e trasparente sull’utilizzo effettivo dei beni immobili confiscati ed in titolarità della nuova città e un apposito elenco.
Diritto dei cittadini godere dei benefici dei predetti finanziamenti perché rappresentano un investimento per la nuova città diretta ad ampliare e a potenziare i servizi esistenti.
Confidiamo nelle capacità organizzative del neo Commissario, affiancato ora anche da altre figure esterne, per ottenere l’elenco dei beni confiscati, con specifica del loro “effettivo” utilizzo – trattandosi di beni confiscati alla ‘ndragheta – e per l’adesione ai predetti finanziamenti.
Ci corre l’obbligo ricordare che, nel vasto territorio, gli unici posti letto a donne vittime di violenza sono quelli messi a disposizione dall’Arcidiocesi di Rossano.
Un progetto finalizzato ad ottenere il rifunzionamento di beni immobili confiscati, ad esempio come centro di donne vittime di violenza, rappresenterebbe, di certo, il primo segno di una città intesa come “comunità” sociale evoluta, come società dei cittadini che difendono gli interessi comuni e dei più deboli.
Graziella Algieri
Presidente Cor Bonum
(fonte: comunicato stampa)

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