Corigliano Rossano. Covid-19: Stasi: Ieri nessun caso in città

Corigliano Rossano – Nella giornata di ieri nessun caso di coronavirus in Città. E’ quanto ha comunicato il Sindaco Flavio Stasi nel corso dell’appuntamento di fine giornata di rendicontazione. L’amministrazione ha anche motivato le ragioni delle  nuove restrizioni.

« Il dipartimento prevenzione ha già raggiunto telefonicamente tutti i potenziali contatti dei casi registrati ieri, nessuno dei quali al momento ha sintomi. Se i casi che abbiamo registrato in città non si sono propagati, vuol dire che le misure di sicurezza le stiamo seguendo e che stanno funzionando. Lo so che sono passati già un po’ di giorni da quando abbiamo iniziato questa sorta di quarantena collettiva. Siamo tutti un po’ stanchi, un po’ preoccupati. Credo sia normale. In Calabria i casi aumentano, ma  questo non ci deve spaventare. Se siamo bravi, questi aumenti non saranno vertiginosi ed è questo l’obiettivo che dobbiamo avere tutti, per il quale dobbiamo combattere tutti insieme: evitare che un contagio troppo diffuso metta ancora più in crisi il nostro sistema ospedaliero, già carente senza fare i conti col Covid-19.

Ecco perché tutti i giorni lavoriamo per provare a diminuire le possibilità di contatto, le occasioni di assembramento. Ogni misura costa dei sacrifici, anche per chi le firma, ve lo assicuro. Ma credetemi: se le firmo, è perché sono fortemente convinto che i sacrifici di oggi possono evitare sacrifici molto più pesanti domani. E me ne devo assumere la responsabilità.

L’ordinanza di oggi (ieri), oltre a recepire alcune indicazioni da parte delle istituzioni sovra-comunali a proposito della vendita di prodotti per l’igiene personale (per i quali ho comunque stabilito regole precise), chiude anche gli edifici scolastici che sono in grado di erogare servizi in forma telematica (in modo da far stare a casa anche il personale tecnico ed amministrativo che continua a recarsi presso le scuole) ma soprattutto chiude i cantieri non indispensabili per reperire dispositivi di protezione.

La verità è che in Italia esiste un “problema mascherine” che riguarda persino gli operatori sanitari. Anche in questo caso avrei potuto scrivere un comunicato stampa gridando allo scandalo e guadagnando il titolo di qualche giornale. Ma non credo che sia questo il tempo.

Con il provvedimento  ho ordinato la chiusura di tutti i cantieri la cui attività non è indifferibile, in un momento delicato come questo, e la consegna di questi preziosi dispositivi alla Protezione Civile, affinché si possano mettere a disposizione di medici, infermieri, forze dell’ordine ed altri che rischiano quotidianamente il contagio per la comunità.

Anche questo è un provvedimento molto doloroso, perché in questi giorni si stanno affrontando anche altre difficoltà che questa situazione sta creando: mancati guadagni, giornate di lavoro saltate, entrate a lumicino. Questa la paura che accompagna quella del virus, ed in questa situazione limitare altre attività è doloroso. Ma se questo dovesse servire a far ripartire tutto il più presto possibile, allora è necessario e dobbiamo avere il coraggio di farlo.

La responsabilità, il coraggio credo siano alcune di quelle armi invisibili da utilizzare in questa strana guerra, insieme alla pazienza, alla perseveranza, alla fiducia reciproca di cui vi ho parlato ieri. Ed esattamente come la maggior parte di voi, sto provando anche io ad utilizzarle tutte, per sconfiggere insieme a voi questo nemico invisibile.

A voi chiedo di continuare a rispettare le regole, di uscire solo se necessario, di non pensare che l’autocertificazione giustifichi ogni cosa, di non stare in due in auto se non strettamente necessario e comunque a distanza, di mantenere le distanze in ogni ambiente, di donare il sangue se si è donatori, di seguire le indicazioni delle ordinanze se avete attività e di avere pazienza».

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