Corigliano Rossano, Corap: agricoltori espropriati e mai indennizzati



Agricoltori espropriati di agrumeti dal Corap ma mai indennizzati. La vicenda finisce in Parlamento. I fatti risalgono al lontano 2000 quando l’ex area di sviluppo industriale diede la mazzata ai proprietari del posto (prevalentemente ex comune di Corigliano).  Come risarcimento si offrì un prezzo irrisorio perfino al di sotto del prezziario agricolo. Per tale ragione nacque un contenzioso per la giusta determinazione del prezzo definito solo nel 2014 con sentenza della Corte di Appello di Catanzaro. Il Corap, a fini dilatori, si oppose alla suddetta sentenza ma comunque la Corte di Cassazione confermò la sentenza della Corte d’appello cristallizzando il diritto di credito degli espropriati e dunque la relativa indennità. È quanto riferisce la parlamentare Rosa Abate che ha presentato una interrogazione al ministro al fine di fare piena luca sulla vicenda a tutela degli espropriati. «La Regione Calabria, invece di essere dalla parte dei proprietari, sta cercando di liquidare l’ente Corap ma la liquidazione è stata giudicata illegittima dalla Corte Costituzionale nel 2021».

Rosa Silvana Abate

L’intervento del Ministero a sostegno della Regione

«In questa disputa è intervenuto il Mise, continua la Sen. Abate, che starebbe aiutando la Regione ad arrivare alla liquidazione e, se questo venisse realizzato, la Regione Calabria non pagherebbe gli espropri in quanto la liquidazione seguirà le regole della par condicio creditorum: il patrimonio del Corap non è capiente, e l’indennizzo di esproprio seguirà le regole del credito chirografo, con sicura beffa per gli agricoltori espropriati e mai indennizzati da 20 anni». La parlamentare chiede anche un incontro al neo commissario liquidatore, l’avvocato Enrico Mazza, affinché tenga in considerazione l’accaduto. «La questione va risolta nel novero della legislazione vigente perché se gli ex proprietari non venissero pagati, oltre a rappresentare una ingiustizia, questo episodio creerebbe un pericoloso precedente in materia di espropriazione: ovvero stando così le cose, lo Stato potrebbe espropriare e calpestare un diritto di proprietà tutelato dalla stessa Costituzione e senza riconoscere una somma all’espropriato».

 

 

 

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