Corigliano-Rossano. Commissariato, LES: Nessun rinforzo di poliziotti

Corigliano-Rossano – “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” è una famosissima frase pronunciata da Tancredi, nipote del principe Fabrizio Salina nel celebre romanzo “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Il Ministero dell’Interno ha comunicato che domani, 21 aprile alle ore 16:00, si terrà una riunione ad hoc per discutere del “progetto di riorganizzazione delle articolazioni periferiche dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza” nella quale si discuterà anche dell’elevazione del Commissariato di P.S. “Corigliano-Rossano” a rango di Primo Dirigente. I poliziotti ed i cittadini dovrebbero gioire di questo traguardo se non fosse che
a parte il dirigente (che passa dall’attuale Vice Questore ad un rango superiore di Primo Dirigente) il resto sembrerebbe resti pressoché invariato. Infatti il personale previsto dal Ministero dell’Interno come nuovo assetto organizzativo sarà di n.67 operatori (compreso il dirigente) rispetto ai circa 60 operatori attuali. Se poi ai 67 operatori previsti si sottrae il 10% del personale che è pari al deficit di personale di cui soffre la Polizia di Stato per la mancanza di concorsi a copertura dei pensionamenti (turn over), significa che gli operatori
previsti dal nuovo asset del Commissariato sarà pari a 59/60 operatori (ovvero come quello attuale). Insomma, cambiamo tutto per non cambiare niente! Noi come LES siamo stati i primi a scendere in campo in questa battaglia (chiedendo sia il Primo Dirigente che più poliziotti) e poi alla fine quando dovremmo gioire del risultato ottenuto ci accorgiamo che tutto resta com’è. Pensate che l’attuale pianta organica di tutti gli Uffici della Polizia di Stato in Italia è stata decisa nel lontano 1989 e dopo ben 33 anni, momento in cui dovremmo
chiedere e rivendicare ciò che è giusto per questo territorio, si sta ridisegnando la stessa frittata del 1989. E’ chiaro che si tratta di un errore, ma la cosa che fa più male è che i nostri Amministratori e politici non si sono accorti di questa anomalia e se per sfortuna dovesse passare, per i prossimi 30 anni il nostro territorio sarà costretto a subire questo errore rimanendo con una carenza perenne di organico.

Commissariato di pubblica sicurezza

L’errore, che secondo noi è alla base dell’assegnazione così bassa di poliziotti al Commissariato, è il frutto di una analisi sbagliata dei dati su cui si è basato il Ministero per decidere il numero di operatori necessari per Corigliano-Rossano. Infatti, il Ministero non riuscendo ad elaborare dati così complessi (numero di abitanti, superficie territoriale, numero di denunce, numero di arresti, numero di rilascio di passaporti, numero di O.P.,
numero di manifestazioni, numero di licenze rilasciate e così via per tutte le attività proprie di ogni singolo Ufficio di Polizia in Italia), sembrerebbe si sia servita dei servizi ISTAT che (al di fuori delle Questure di Roma, Milano e Napoli che sballavano ogni programma) ha restituito un dato numerico poi fatto proprio dal Ministero. Peccato che il territorio da presidiare, gli abitanti, gli arresti, i reati, e così via con l’unificazione dei due Comuni
Corigliano e Rossano sono più che raddoppiati (anzi gli arresti sono anche dieci volte tanto), mentre i dati considerati abbiamo timore siano proprio quelli pre-fusione. Un errore madornale che se paragonato ad altri territori calabresi addirittura grida vendetta. Difatti a Lamezia Terme sono previsti 80 operatori; a Gioia Tauro 102 ed a Siderno addirittura 104 operatori (compreso il Primo Dirigente). Tutti territori con hanno meno abitanti e meno superfice territoriale da presidiare rispetto a Corigliano-Rossano (basta vedere i dati
Wikipedia). A questo punto, da Segretario Nazionale del LES che vive giornalmente questo territorio che tutto è tranne che immune alla criminalità organizzata tra le più spietate d’Italia (‘ndrangheta), faccio appello al Signor Capo della Polizia, Pref. Lamberto Giannini, ed al Ministro dell’Interno, Pref. Luciana Lamorgese, affinché domani rivedano la loro posizione sui poliziotti da assegnare a Corigliano-Rossano dai 67 attuali ai 110
operatori necessari, portandolo così al livello più alto in tutta Calabria così com’è giusto che sia! Questa non è una cortesia che chiediamo ma è ciò che spetta ai cittadini di Corigliano-Rossano in quanto ad oggi, piaccia o no, siamo la Terza città della Calabria e la nostra città non può e non deve essere derubricata a fanalino di coda in termini di sicurezza. Siamo o non siamo la città più grande dopo i capoluoghi di provincia? Allora dobbiamo essere anche il Commissariato più grande dopo le Questure! Un appello lo rivolgo anche a tutti i politici
di questo complesso territorio: Sindaco, Consiglieri Regionali, Deputati e Senatori affinché scendano in campo con forza senza se e senza ma contro chi ci ha fatto sognare elevando il Commissariato per poi non cambiare niente. Ultimi sì ma fessi no!

Il Segretario Nazionale
(Quintino DE LUCA)

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