Corigliano Rossano, assalto al Palazzo: si guarda alle amministrative |VIDEO

Si guarda alle amministrative del 2024 a Corigliano Rossano e quello che all’orizzonte s’intravede appare sempre più come una baraonda tra alleanze da creare o consolidare, partiti in affanno, civismo in fermento, e una marea di papabili candidati a sindaco.

Si parla di nomi, ma non di programmi o di progetti. Sono più importanti le facce che i contenuti.

E spesso ai volti non corrisponde un briciolo di idea distintiva per il vero rilancio del territorio nel contesto regionale ed extraregionale. Il sindaco Flavio Stasi è fermo all’idea della collocazione a “sinistra” ma non fa passi in avanti sul piano formale. Ha partecipato di recente a un meeting del M5S e ciò lascia pensare che possa non disdegnare un’alleanza tra grillini e quella parte del Pd che guarda con favore all’attuale Amministrazione in carica. Sul fronte opposto la ridda di papabili candidati a sindaco rischia di procrastinare a lungo il dibattito tra gli alleati circa la necessità di fare sintesi. E in assenza di un leader decisionista, diversamente a qualche decennio fa, con ogni probabilità saranno i soliti poteri regionali o romani a dire l’ultima parola per poi allinearsi.

Il civismo è in fermento. Si va dai movimenti che non si riconoscono nella partitocrazia o da quelli che non notano straordinari rivoluzioni o cambiamenti ai nostalgici che rievocano un ritorno al passato e alle due ex città di Corigliano e di Rossano. E qui s’inserisce un ulteriore tassello che rischia di avvelenare i pozzi del centrodestra: la provenienza territoriale. Per una parte, anche autorevole del centrodestra, il candidato a sindaco dovrà essere espressione dell’area urbana di Corigliano, considerato che il primo sindaco della nuova città è espressione rossanese. L’idea di fondo trae origine dal fatto che la fusione è partita ma le due città culturalmente non risultano ancora assemblate, mentre un altro filone di pensiero antepone programmi e progetti e considera fuori luogo ragionare con una visione localistica, anche perché si tradurrebbe in una vera e propria sconfessione del concetto di fusione stessa. Per il consigliere regionale e capogruppo del M5S Davide Tavernise è poco importante la provenienza territoriale del futuro candidato a sindaco: «Dobbiamo uscire dall’ottica divisiva, è necessario ragionare con una cultura d’insieme, da Roseto Capo Spulico a Crotone e anche oltre, in quanto viviamo tutti gli stessi disagi (strutturali e infrastrutturali). La mia idea è cosa vogliamo fare per la Calabria del Nord Est e per la provincia di Cosenza».

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