Corigliano, il doppiogiochismo di Geraci

di MATTEO LAURIA

GERACI-CORIGLIANO (2)L’atteggiamento assunto dall’amministrazione comunale di Corigliano da molto tempo è alquanto curioso, e non fa altro che indebolire la vertenza Sibaritide in un contesto più ampio di vedute comuni. Il sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci, dopo un anno dalla delibera di fusione licenziata dal Consiglio comunale di Rossano, con non molte difficoltà, riesce a fare altrettanto, tentando di accreditarsi agli occhi della città bizantina. Ma le strategie impiegate dall’amministratore, protese a dimostrare che egli creda nella fusione e in un’unica città nonché a consolidare i rapporti con Rossano, sono anche altre. Tra queste: costanti visite nel centro storico, incontri con una certa intellighenzia, serate in “cantine” della città. Tutto ok, apprezzabile. Dove però inciampano l’amministratore e i suoi seguaci? Sulla questione dell’ex Tribunale di Rossano. Qui purtroppo si registra un punto di non ritorno. Da tempo, Geraci afferma di essere vicino alla vertenza, di sostenerla, di essersi battuto. Il messaggio che ha trasmesso negli anni, invece, è di un comportamento di rappresentanza e di tutela di una certa immagine, come se fosse costretto o tirato dalla giacca quando afferma di essere vicino alla grave ingiustizia della soppressione del tribunale. L’ultima vicenda ne è la riprova: il vicesindaco Franco Oranges partecipa a un incontro organizzativo con altri sindaci del territorio al fine di perfezionare la protesta di Roma. L’amministratore Oranges non solo esprime soddisfazione, ma propone integrazioni a una mozione da licenziare in consiglio comunale in maniera contestuale con gli altri comuni. Dopodiché, l’appuntamento è per le fasi successive dell’attuazione della manifestazione. Da allora, purtroppo, non si hanno più notizie né di Oranges del sindaco Geraci. A Roma manca la fascia tricolore del Comune di Corigliano, a differenza di altre municipalità. Così come mancano i sindaci di Cariati e Mandatoriccio, le cui comunità soffrono e non poco i disagi derivanti dall’accorpamento a Castrovillari. Ci sono invece i sindaci di Longobucco, Caloveto, Pietrapaola, Paludi, Cropalati. L’assenza del Comune “capofila” (Corigliano, più grande per dimensioni) è da considerare anche una forma di mancata solidarietà ai comuni presenti, i cui amministratori hanno avuto modo di sentire le ragioni dei vertici del Consiglio superiore della Magistratura, e di essere ascoltati in Senato dal parlamentare Enrico Buemi. È evidente che a Geraci la questione “tribunale” interessa poco. Lo dicono i comportamenti reali. E mentre da una parte l’amministratore non solidarizza con i sindaci del Basso Jonio snobbando la manifestazione di Roma, dall’altra chiede “aiuto” sulla questione della sanità. Che, ovviamente, essendo tra le agende delle priorità, mantiene un carattere d’urgenza. In discussione il declassamento Ospedale Spoke Corigliano-Rossano, a seguito del piano Scura che prevede il trasferimento funzionale dell’area “Alto Jonio” a Castrovillari. Qui Geraci, a differenza della vertenza “tribunale”, chiama a raccolta tutti: le forze sindacali, le associazioni interessate, i candidati a sindaco della Città di Rossano. «L’obiettivo – afferma il primo cittadino – è quello di dimostrare la massima sintesi e unità possibile per dire no a qualsiasi eventuale ipotesi di ulteriore depauperamento della già menomata offerta sanitaria dell’Area Urbana e del Basso Jonio cosentino.
Tra le soluzioni, l’ipotesi di dare seguito a un’azione di «mobilitazione per fare fronte comune contro quello che diventerebbe un ennesimo e intollerabile scippo a danno del diritto alla salute del nostro territorio». Geraci quindi invita i sindaci di Cariati, Cropalati, Pietrapaola, Mandatoriccio, Campana, Crosia, Rossano, Calopezzati, Caloveto, Bocchigliero, Longobucco, Paludi, Scala Coeli, Terravecchia, Terranova da Sibari, Spezzano Albanese, San Giorgio Albanese, San Giacomo D’Acri, San Demetrio Corone, Santa Sofia D’Epiro e San Cosmo Albanese. Siamo consapevoli – ha scritto Geraci nell’invito ai colleghi – di dover fare tutti tesoro degli errori e della disunione evidente che ha purtroppo caratterizzato analoghe mobilitazioni in passato, con le conseguenze negative che sono oggi sotto gli occhi di tutti».
Se fosse stato un vero interesse quello di Geraci nei confronti della questione del Tribunale di Rossano, avrebbe fatto altrettanto. E allora diciamo basta al doppiogiochismo, meglio una brutta verità che una evidente bugia.

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