Civita, soccorsi cinque escursionisti al Raganello



CIVITA Solo tanta paura, ma alla fine si è conclusa positivamente l’avventura di 5 escursionisti baresi soccorsi dagli uomini della Stazione-Pollino del Soccorso Alpino nelle Gole del Raganello dove si erano avventurati e dove sono stati sorpresi dal sopraggiungere della notte.
Infreddoliti e in preda al panico stavano cercando di guadagnare la via dell’uscita dalle Gole del Raganello provando a illuminare i loro passi con la luce dei cellulari.
Così è finita per fortuna bene la rischiosa avventura dei cinque turisti baresi dei quali si era persa traccia per l’intera giornata di domenica. Arrivati a Civita per saggiare il brivido dell’avventura affrontando il tratto più rischioso del grande canyion del Raganello, forse anche a causa della mancanza di campo non avevano più fornito informazioni ai familiari i quali, intorno all’una di notte, hanno allertato il 112 quale numero unico di emergenza.
Raccolto l’allarme i Carabinieri del Comando Stazione di Francevilla Marittima diretto dal Maresciallo Leonardo De Leo ha attivato la macchina dei soccorsi chiedendo l’intervento degli uomini del Soccorso Alpino-Calabria, Sezione di Castrovillare e Sottosezione di Cerchiara di Calabria. Alle due di notte gli specialisti del soccorso fluviale si sono addentrati nel cuore delle Gole del Raganello con 14 soccorritori volontari che, divisi in tre squadre, hanno iniziato ad ispezionare il grande canyon. Nel frattempo i Carabinieri avevano individuato l’auto dei 5 escursionisti parcheggiata a Civita, confermando così la loro presenza all’interno del Raganello. Qui infatti, nel tratto più impervio dell’intero percorso sono stati avvistati, nel cuore della notte, mentre cercavano di uscire dal canyon. Sottoposti subito ad accertamenti dal medico del Soccorso Alpino, sono risultati infreddoliti e impauriti ma in buone condizioni e solo una ragazza del gruppo presentava una piccola contusione al collo, che però non destava nessuna preoccupazione. Una volta fuori dalla Gole, i cinque ragazzi si sono messi in contatto con i familiari per tranquillizzarli sulle proprie condizioni di salute. L’ennesimo episodio di superficialità è stato comunque l’occasione per gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico (presidente regionale Luca Franzese di Cerchiara di Calabria) per raccomandare che «tutti coloro i quali hanno intenzione di vivere l’avventura della discesa o risalita delle affascinanti Gole del Raganello devono farlo con la massima prudenza, e, qualora non si avessero le necessarie conoscenza tecniche, di affidarsi alle tante Guide presenti e, comunque, di indossare il casco, le scarpe da torrentismo e un mutino.
Inoltre, – si legge ancora nella nota del Soccorso Alpino – si invita sempre ad evitare nel modo più assoluto, al sopraggiungere della notte, di continuare a camminare con la sola luce del telefonino, ma di fermarsi e affrontare al meglio la notte in un luogo asciutto e sicuro, aspettando i soccorsi, così da evitare conseguenze peggiori».

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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