Cassano. Il Tar respinge le ragioni di Papasso. Immediata la reazione

 

Cassano

Il sindaco Gianni Papasso

Il Tar del Lazio respinge le ragioni dell’ex sindaco di Cassano Gianni Papasso, il quale, nel prenderne atto afferma:“ Vado avanti a testa alta”.

“Il TAR del Lazio, purtroppo – afferma Papasso -non ha accolto il nostro ricorso avverso lo scioglimento del consiglio  comunale. Sapevamo, già dall’inizio, che si trattava di un’impresa assai difficile. Storicamente, infatti,  la percentuale dei comuni reintegrati è bassissima, inferiore al 10%.
La tesi sostenute nel pronunciamento, se analizzate correttamente, sono da giudicare superficiali, frettolose ed aberranti sul piano giuridico.

Infatti, si evince molto chiaramente che gli organi decisionali non sono entrati assolutamente nel merito del ricorso, ove è evidenziata, dettagliatamente, la verità sui punti individuati dalla commissione di accesso. Non è stata, altresì, per niente esaminata ed approfondita  tutta la montagna di documentazione a riguardo presentata. La decisione testimonia, ancora, che non è stata tenuta in nessuna considerazione la sentenza del Tribunale dì Castrovillari che, al contrario, entra nel merito delle singole questioni, le approfondisce, le esplicita e conclude in maniera positiva rispetto alle puntuali argomentazioni fornite dal sindaco. L’ha  scartata! Di fatto, quindi, sono state semplicemente ribadite – senza alcun vaglio critico ed approfondito- le tesi, assolutamente abnormi e non corrispondenti alla verità ed alla realtà, della commissione di accesso.

Il TAR , dunque, si è semplicemente rifugiato nel “principio della prevenzione”.
L’unica nota positiva riscontrata è in ordine alla posizione del sindaco. La sentenza afferma che “la sola partecipazione al funerale di uno stretto parente, ritenuto contiguo a una famiglia criminale, non è un dato in sè sufficiente a dimostrare la capacità delle organizzazioni malavitose di condizionare l’operato del primo cittadino”. Bontà loro!  La sentenza è giudicata fortemente appellabile

Al di là del risultato, un forte e sentito ringraziamento al prof. Franco Gaetano Scoca ed agli Avvocati Vittorio Cavalcanti e Antonio Senatore per l’impegno e la professionalità profuse. Prendo atto e rispetto la sentenza che, però, non condivido.

Lo scioglimento del consiglio comunale cassanese è stata una grande e gravissima ingiustizia contro gli amministratori, ma soprattutto, contro la comunità cassanese che sta pagando un gravissimo prezzo. Una ingiustizia che ha prodotto effetti devastanti.

Naturalmente, la battaglia contro l’ingiustizia andrà avanti in tutte le sedi ed a testa alta, particolarmente per difendere i cassanesi da una ignobile e infamante accusa”.

 

 

 

 

 

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