Area Urbana: fusione, trappole in vista?

il momento dell'approvazione a maggioranza della delibera a CoriglianoEntusiasmo per l’atto deliberativo licenziato dal Consiglio comunale di Corigliano che ha dato via libera alla procedura referendaria. Per tanti tuttavia è considerato non un punto di arrivo, ma di partenza. La grande sfida deve ancora iniziare. A partire dagli ostacoli che potrebbero subentrare in sede di commissione affari istituzionali della Regione Calabria laddove sarà esaminata la pratica e il quorum sulla legge che disciplina il referendum. Il sindaco di Corigliano Giuseppe Geraci conferma la soddisfazione per il risultato raggiunto in consiglio comunale. «Il pluralismo di opinioni, emerso nel dibattito consiliare sull’atto di impulso per l’indizione del referendum popolare sulla fusione con la Città di Rossano, rappresenta il vero valore aggiunto, in termini di espressione democratica, della scelta, fortemente voluta un anno fa dai consiglieri comunali di Corigliano, di approfondire contenuti, metodi e sfide sottese a questa scelta storica per l’Area Urbana, la Sibaritide e la Calabria». L’amministratore preannunzia un incontro che avrà al Castello giovedì prossimo alle 16 con tutti quanti hanno già espresso la volontà di candidarsi a sindaco della città di Rossano, per avviare un confronto operativo, opportuno ed urgente soprattutto dopo l’approvazione dell’atto di impulso, su quanto concretamente le due città possono e devono già condividere sin da ora, prima ed in vista del referendum sulla fusione. «La salutare diversità di opinioni manifestata nell’ultima assise e che continua ad essere giustamente rivendicata dai singoli consiglieri di Corigliano, favorevoli o contrari all’avvio dell’atto di impulso o della stessa fusione tra le due città, rappresenta il più attendibile termometro del tasso di vivacità culturale e di democrazia interna vissuta ed interpretata, senza tabù né preconcetti di nessuno tipo, dalla classe politica cittadina. Non condividendo nessuna forma di intollerabile messa all’indice di quanti hanno legittimamente assunto posizioni minoritarie – va avanti – continuo a ringraziare tutti i consiglieri per la bella pagina di storia cittadina e territoriale scritta insieme, nella diversità, lo scorso 1 febbraio. Con un risultato che deve essere sottolineato sempre e con chiarezza: l’aver cioè riportato nelle sedi istituzionali e nelle prerogative dei loro unici rappresentanti democraticamente eletti una questione cruciale e strategica che rischiava altrimenti di restare chiusa, elitaria e sostanzialmente incompresa dalle maggioranza due comunità interessate. Sfuggendo, da una parte, a logiche e schemi da pensiero unico e, dall’altra, a tempi e metodi imposti dall’esterno alle uniche sedi deputate a tradurre le volontà popolari territoriali, ovvero i consigli comunali, con la pausa di approfondimento sui contenuti e nella società, abbiamo liberato il dibattito ed il confronto politico ed istituzionale sulla fusione; un risultato del quale tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, favorevoli e contrari all’atto di impulso, possono e devono andare fieri».
(FONTE IL GARANTISTA)

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