4 novembre. Commemorazione caduti, l’omaggio in Piazza della Vittoria



Corigliano Rossano – Il 4 novembre del 1918 con l’armistizio di Villa Giusti tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico si poneva fine alla prima guerra mondiale. Il territorio italiano usciva vittoriosa dalla Grande Guerra, ma si trattava di una vittoria mutilata, come venne definita da alcuni pensatori del tempo. È in questa occasione che si celebra la festa delle Forze Armate e i caduti in battaglia durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. La tradizione vuole che in tutta Italia in ogni comune venga posta una corona di alloro al Monumento dei caduti, mentre a Roma il Presidente della Repubblica, con le massime autorità dello Stato, va a rendere omaggio alla tomba del Milite Ignoto. Anche nei due centri storici della Città di Corigliano Rossano è avvenuta la deposizione. Dopo la celebrazione eucaristica, i rappresentanti del governo cittadino con i vertici delle forze dell’ordine sono giunti in processione ai rispettivi monumenti ai caduti. Il monumento ai caduti del centro storico di Rossano è stato inaugurato l’8 giugno del 1939 ed è posizionato là dove un tempo era collocata la statua del leone, che ora è di fronte all’antico oratorio del San Marco, chiamata Piazza della Vittoria. Il monumento rappresenta un soldato che uccide l’aquila bicipite che simbolizza l’Impero austro-ungarico. La scultura è stata fatta dallo scultore calabrese Vincenzo Ierace, fratello del noto scultore Francesco Ierace. Successivamente sono stati aggiunti i nomi dei caduti in guerra. Molti rossanesi per spirito e amore verso la patria andarono a combattere durante le guerre che sconvolsero il mondo nel primo e nella metà del Novecento. Tra i caduti del primo conflitto, ricordiamo Roberto Falco, che cadde colpito alla gola cadendo, e il sottotenente Luigi Gradilone, che morì il 13 agosto del 1916 sull’Altopiano del Carso. Durante la celebrazione al monumento ai caduti erano presenti diverse scolaresche dei vari plessi scolastici del centro storico.

Antonio La Banca

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