Violenza di genere, cresce la fiducia nelle istituzioni | VIDEO



Aumenta la fiducia nelle istituzioni. Sulla violenza di genere giungono risultanti confortanti, anche grazie agli strumenti messi in campo a tutela della tante vittime, prevalentemente di sesso femminile, ma avanza anche il dato di episodi di violenza nei confronti degli uomini, spesso sottaciuti. Il dato emerge dalla campagna di sensibilizzazione e di informazione posta in essere dalla Polizia di Stato mediante il “Progetto CAMPER – Il Camper della Polizia contro la violenza di genere” il cui obiettivo è quello di favorire l’emersione del fenomeno, offrendo alle vittime il supporto di un’equipe di operatori specializzati presenti all’interno del camper.

A Corigliano Rossano l’iniziativa è stata attuata e coordinata dal vice dirigente della squadra mobile di Cosenza Francesco Falcone, alla presenza del medico capo della Polizia di Stato dott.ssa Eleonora Castellano e del commissario capo Giuseppe Massaro.

In Piazza B. Le Fosse, la presenza del Camper e di un gazebo per la distribuzione di materiale informativo dalle ore 14:00 alle ore 21:00 di sabato scorso. In tale occasione è stato distribuito dagli agenti l’opuscolo “Questo non è Amore”, predisposto dalla Direzione Centrale Anticrimine e stampato dal Poligrafico e Zecca dello Stato, sull’attività di repressione ai reati di maltrattamento, stalking, violenza sessuale ed omicidio nonché sull’attività di prevenzione promossa dalla Polizia di Stato attraverso gli strumenti dell’informazione, dell’educazione e dell’ascolto.

Incremento dell’emissione di misure cautelari, la possibilità di accedere al gratuito patrocinio, la disponibilità di strutture in grado di ospitare le vittime nei momenti topici dei conflitti, la possibilità di procedere a un primo provvedimento di ammonimento nei confronti dei soggetti violenti, sono solo alcuni degli elementi di sostegno a chi denuncia, il cui nominativo viene inserito in un sistema di protezione e di allerta della polizia di stato cosicché al momento della telefonata al 113 il personale è già a conoscenza della persona a rischio in ossequio alle procedure dettate dal protocollo EVA.

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