Usb, biomasse vicino al nuovo ospedale: “Una follia”

biomassa  Corigliano Rossano – Esprimiamo grande preoccupazione per la realizzazione di una centrale a Biomassa nell’Area Industriale di S. Irene (territorio di Rossano).

Crediamo che il progetto, cosi come presentato, non sia compatibile con il  rispetto dell’ambiente e comunque non sia assolutamente conciliabile in un area come quella di Sant’ Irene  poco distante da C.da Insiti, dove si sta realizzando l’ospedale unico della Sibaritide, ma non solo, questa costituirà l’area cerniera e direzionale della nuova Citta Corigliano Rossano.

E’ pura follia immaginare di realizzare l’ospedale unico adiacente ad una centrale a Biomassa. Questo  rappresenta uno dei motivi prioritari affinchè l’iter procedurale sia immediatamente bloccato, a prescindere da qualsiasi valutazione tecnico-ambientale di un progetto pericoloso e dannoso per l’intero territorio.

Urge la necessità di ridisegnare l’assetto urbanistico e le strategie di sviluppo della nuova Città. L’area industriale di Sant’Irene deve essere necessariamente rivisitata e ridefinita proprio in considerazione della vicinanza con il sito strategico di C.da Insiti (zona centrale ENEL) in via di riqualificazione ed  escludere, da questa, insediamenti di  impianti ormai non più compatibili con il nuovo assetto del territorio. Puntare, insomma, esclusivamente ad investimenti di esclusivo interesse nel settore dell’industria agroalimentare e turistica.

Compete alla politica, quindi alla classe dirigente della nuova Città, e solo a questa, tracciare le linee guida del futuro  assetto urbanistico del territorio. Non sono consentiti colpi di mano che rischiano di   pregiudicare, ancora una volta, come successo in passato,  percorsi di  sviluppo incompatibili con l’ambiente e la vocazione del territorio.

Oggi più che mai siamo consapevoli che lo sviluppo di un’area passa attraverso la salvaguardia ambientale, per questo abbiamo il dovere di voltare pagina ed evitare gli errori commessi in passato, con tanti guasti che hanno umiliato questa terra. Non è più tollerabile che in questo martoriato territorio si continui ad immaginare di realizzare  solo ed esclusivamente impianti di questa natura, senza alcun reale sviluppo economico, culturale e sociale e che pregiudicano la salute dei cittadini.

Nell’ipotesi sciagurata di realizzazione di questo nefasto progetto ci sarà anche la beffa che nessun ritorno è previsto per il Comune, in quanto sarà solo la Regione Calabria, oltre ai privati, a beneficiare dei rilevanti contributi economici.

Esortiamo, pertanto, il Commissario ad evitare di sottoscrivere la convenzione per la realizzazione di questo ennesimo mostro inquinante ma demandare alla futura classe politica della nuova Città l’eventuale decisione.

(fonte: comunicato stampa)

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