Ultimo saluto a Monsignor Antonio Ciliberti, in tanti al funerale

Lunedì sera, nella Cattedrale di Catanzaro, la comunità diocesana ha dato l’ultimo saluto a mons. Antonio Ciliberti, Arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace. La salma, giunta da Roma, ha varcato alle 16.20 la porta della Cattedrale, dove ad accoglierla c’erano l’arcivescovo metropolita mons. Vincenzo Bertolone, sacerdoti, diaconi, autorità e fedeli laici giunti anche dalle diocesi di Rossano-Cariati, Locri-Gerace e Matera-Irsina, dove l’Arcivescovo Ciliberti è stato pastore.
Era presente anche il vice sindaco di Corigliano, Francesco Oranges, con il gonfalone, ad onorare la memoria del presule che nel 2011 era stato insignito della cittadinanza onoraria. La concelebrazione, presieduta dall’Arcivescovo Bertolone, presidente dell’episcopato calabro, ha visto la presenza anche dei vescovi: Cantisani, Lucibello (Nunzio apostolico), Marcianò (ordinario militare), Battaglia, Bonanno, Renzo, Oliverio, Rimedio, Savino, Ligorio, Superbo, Morosini, Mondello, Milito, Caiazzo, Nolè, Cantafora e Nunnari. Numerose le autorità civili e militari giunte da più parti della regione accolte anche dal sindaco della città Sergio Abramo e dal presidente della provincia Enzo Bruno. Nell’omelia, l’Arcivescovo Bertolone, esprimendo vicinanza paterna ai familiari, ha tratteggiato la persona di mons. Ciliberti nella sua semplicità, umanità e nella sua fede al Signore.
«Siamo qui – queste le parole del Presule – per una celebrazione di vita, per l’ultimo saluto, per pregare per la sua anima benedetta. Ma siamo qui anche per riflettere sul mistero della morte. L’inattesa notizia di questo decesso è attraversata da diversi sentimenti: il dolore, il turbamento, la riconoscenza e la gratitudine per quanto egli ha fatto per la Chiesa calabro-lucana. Ed ora, per sua espressa volontà, riposerà nella cripta di questa chiesa, accanto a mons. Fiorentini ed a mons. Fares. Infatti, il 29 maggio 2011, rivolgendosi al nuovo arcivescovo che prendeva possesso della Arcidiocesi, gli aveva detto: “Grazie e arrivederci, nella speranza che, dopo il pellegrinaggio terreno, anche il mio corpo riposerà in pace tra voi”». «Le persone ordinate e consacrate – ha evidenziato mons. Bertolone – sono nella Chiesa, segni visibili ed efficaci di Gesù pastore attraverso i quali il Signore vivente continua a essere presente e a guidare la sua Chiesa”.

(fonte: La Provincia di Cosenza)

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