UGCI. Marincolo: L’impegno di Stasi dovrà avere quello di tutti

Michelino Marincolo (UGCI): Corigliano Rossano ha compiuto il primo grande passo. La neocostituita città ha il suo sindaco. Flavio Stasi è colui che rappresenta l’oggi e il domani della nostra terra.
Lo slogan del giovane professionista appena eletto sembra sintetizzare le vive speranze di ognuno: “Tutta un’altra storia”. L’auspicio è che davvero possa aver inizio e proseguire senza sosta, per una delle più grandi realtà calabresi, l’era del riscatto e della rinascita.
Quando si ha a che fare con la storia, il compito di ciascuno è quello di cogliere il significato dell’esperienza trascorsa alla luce del presente, ma, soprattutto, di fare nel contesto presente tesoro del passato. Per noi, però, è forse il caso di partire da zero, senza condanne e recriminazioni. È il caso di ricordare gli errori commessi per non farne degli altri, senza puntare il dito con fare saccente ed autoritario.
Si apre, a seguito della lunga disputa elettorale, la fase dell’impegno e della responsabilizzazione di ogni cittadino, di ogni associazione, di tutte le istituzioni pubbliche. Il sindaco prescelto è il sindaco di tutti, ma tutti sono chiamati a non deporre le armi, a non lasciarle a riposo per il sol fatto di aver speso troppe energie nella cabina di voto! Abbiamo il sacrosanto diritto-dovere di individuare e interpretare i problemi, per contribuire, in un costante sforzo di cooperazione, alla loro soluzione.
Fra tutte quelle possibili, che bussi alla porta la sorpresa della leale collaborazione, di là dalle appartenenze politiche, dalle afferenze ad aree territoriali, dall’estrazione culturale, dalla connotazione etico-religiosa.
Sarà tutta un’altra storia se si imparerà a difendere la propria identità nella prospettiva della costruzione di una nuova e più significativa, perché più densa di valore. L’aria di rinnovamento soffierà nell’istante in cui cesserà la lotta per difendere strenuamente tradizioni legate ad un’area geografica e impostazioni culturali particolari e contingenti e inizierà il processo di costruzione di un profilo identitario che sia espressione, al tempo stesso, di ciò che è stato e di ciò che sarà o potrà essere.
La triade che meglio rende il senso dell’attualità del nostro territorio è: tradizione, innovazione, identità. L’appartenenza identitaria, vale a dire l’inserimento in una rinnovata comunità sulla base della condivisione di idee, programmi e opinioni, perde la sua dimensione valoriale ogniqualvolta le scelte dei singoli o dei gruppi risultino contrarie al principio fondante dell’armonia collettiva.
Se così è, allora, la città che si vuole è quella che, mutata dal di dentro più che in facciata, risulta capace di proporre soluzioni in linea con l’esigenza di più equi rapporti sociali. In questa prospettiva, serve formazione, educazione e competenza, oltre che sensibilità e mitezza nell’operare per il bene comune.
L’eccitazione del momento postelettorale ha collocato in un angolo di attesa le urgenze della nostra terra. Sono, ormai, maturi i tempi per agire. L’auspicio è che il sindaco, al quale sono state consegnate le chiavi di Corigliano Rossano, possa promuovere la politica della sostenibilità, quella che ha rappresentato la base di numerose sue battaglie sociali. La sostenibilità si prospetta come necessità di scelte finanziarie adeguate, a fronte di emergenze forti, come la tutela dell’equilibrio psico-fisico dei cittadini, i quali sono chiamati, nella loro vocazione al benessere, non tanto a cooperare alla produzione di ricchezza, quanto a contribuire alla creazione di una rete di relazioni familiari, lavorative e sociali armoniose e stabili.
Buon lavoro, classe politica! Buon lavoro, cittadini! (Comunicato stampa).

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