Trebisacce, pronuncia dei Giudici ulteriore bocciatura



GiudiciIl consiglio di Stato sez. III , con ordinanza  pubblicata il 25.0.2017 resa nell’ambito del procedimento di ottemperanza promosso dal Comune di Trebisacce in esecuzione della sentenza 2151 del 27.4.2015, contro il Commissario ad acta  per il Piano di rientro dei disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria, Ministero dell’economia e delle Finanze, Ministero della Salute e Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, ha statuito che :”.. per come prospettato  dal Comune ricorrente, il Commissario ad acta pare abbia svolto parziale attività volta alla riattivazione dell’Ospedale di Trebisacce e che appare necessario al riguardo, prima di provvedere in ordine all’ottemperanza del giudicato, acquisire dal commissario stesso una dettagliata relazione che illustri la situazione fattuale, quale ad oggi si è cristallizzata, nonché quali siano gli atti posti in essere dall’amministrazione in esecuzione  della sentenza n° 2151 del 27.4.2015 e successiva sentenza n° 5763 del 18.12.2015, che già aveva ordinato al commissario di provvedere all’ottemperanza della sentenza n° 2151/2015”, per cui ha ordinato  al commissario ad acta per il piano di rientro(Ing. Scura) di depositare una relazione dettagliata entro il 30.12.2017, fissando l’udienza del  21 dicembre 2017 per la discussione  in camera di consiglio e proseguire il giudizio.

E’ chiaro che, sebbene prospettato in sede di discussione, il Consiglio di Stato sostanzialmente ha richiesto di conoscere quali atti siano stati adottati e in particolare cosa prevede il decreto 30/2016 di istituzione dell’ospedale di zona disagiata, comprendente la divisione di medicina, il day surgery di chirurgia, il pronto soccorso  e le attività laboratoriali di analisi cliniche. Naturalmente oltre ciò, alcuno atto di avvio delle attività ospedaliere è stato adottato, se non l’adeguamento dei locali.

Naturalmente il senso del giudizio di ottemperanza, dopo l’annullamento del decreto 18/2010 nella parte in cui prevede la chiusura dell’ospedale di Trebisacce, è quello di ripristinare lo status quo ante, ossia l’ospedale generale comprendente il pronto soccorso, le divisioni di chirurgia, medicina e cardiologia con terapia intensiva, oltre i laboratori per le analisi cliniche con posti di primariato.

La pronuncia dei Giudici, suona come un’ulteriore bocciatura della classe politica e dirigente che non ha inteso  attuare, né una sentenza e né un proprio decreto .

Questo  è quanto ha richiesto espressamente il sindaco di Trebisacce avv. Francesco Mundo, presenziando personalmente  anche alla Camera di Consiglio del 19 ottobre u.s.

Lo stesso ha voluto ringraziare l’avv. Giuseppe Mormandi che sta patrocinando gli interessi del comune di Trebisacce, il quale con grande professionalità e competenza, ha rimarcato le fasi dei giudizi e la mancanza di atti da parte del commissario ad acta regionale e dell’azienda sanitaria provinciale per ottemperare già alla sentenza  del 18.12.2015,  con la quale si era già ordinato di provvedere all’ottemperanza e quindi al ripristino dell’ospedale di Trebisacce, rimasta priva di efficacia.

Il sindaco,  peraltro, ha voluto ancora stigmatizzare il comportamento degli organi sanitari regionali e provinciali, che dopo oltre due anni dalla sentenza, ancora non hanno attivato neanche il Pronto Soccorso, facendo venire meno la fiducia dei cittadini e rendendo peraltro inutile anche  le decisione di Buona Politica di previsione dell’ospedale di zona disagiata.

Così come, dopo due anni ancora non sono stati  destinati quattro-cinque  medici a Trebisacce per avviare le attività ospedaliere integrando di fatto anche i servizi del CAPT con medici già in servizio, considerato che quelle delle analisi cliniche  sono ancora funzionanti, e perché non sono state avviate con urgenza i lavori di adeguamento anche della divisione di medicina, considerato che trattasi di ospedale.

Altro grave ritardo è il mancato avvio dell’appalto di ripristino delle sale operatorie, sebbene il relativo progetto sia stato già approvato e la regione abbia deliberato anche l’attribuzione dei fondi.

Non comprendiamo il ritardo!

Allora nell’ambito di un generale silenzio degli organi e rappresentanti politici, è necessario più che mai uno scatto di orgoglio da parte dell’intera rappresentanza regionale e nazionale per dare, non solo certezza del diritto, ma riaffermare, se ci riusciamo, i principi costituzionali di tutela del diritto alla salute e segnare un riavvicinamento dei cittadini alla politica e dare credibilità anche alla giustizia .

Nei prossimi giorni sarà convocata una conferenza stampa alla presenza dell’avv. Giuseppe Mormandi e indetto un consiglio comunale per discutere proprio dell’ospedale.

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