Trebisacce. Ospedale Chidichimo, dopo dodici anni di attesa si riaccende la speranza

TREBISACCE Al via, finalmente, l’iter burocratico per la graduale riapertura del “Chidichimo” in osservanza dei dettami del Consiglio di Stato che, come è noto, fin dal 27 aprile 2015 ha riconosciuto il diritto alla salute delle popolazioni locali e sentenziato a più riprese per la riapertura del “Chidichimo” come Ospedale Distrettuale.

trebisacce
Il “Guido Chidichimo”

Sentenza, quella, rimasta inevasa per oltre sette anni da tutti i Commissari regionali e aziendali che si sono succeduti negli anni nonostante l’incalzare del Comune di Trebisacce che non ha mai smesso di rivendicare il diritto sacrosanto alla salute affidandosi sempre alla perizia e alla professionalità dell’Avv. Giuseppe Mormandi che, anche perché di origini trebisaccesi, ha sempre avuto a cuore questa paradossale vicenda giudiziaria. In data 3 novembre 2022 il Direttore della UOC Gestione Tecnico Patrimoniale dell’Asp Ing. Antonio Capristo su disposizione del Commissario Straordinario dell’Asp di Cosenza Dr. Antonio Graziano e certamente su indicazione del Commissario Straordinario della Sanità Regionale Roberto Occhiuto ha finalmente sottoscritto e pubblicato all’Albo dell’Asp la Determina n. 521 con cui, richiamati tutti i passaggi precedenti, le sentenze del Consiglio di Stato, i conseguenti giudizi di ottemperanza e la nomina dei vari Commissari ad Acta perorata sempre dall’Avv. Mormandi, ha formalmente approvato tutti gli elaborati tecnici e, come per prassi, ha assegnato l’incarico ad “Invitalia Spa” di procedere all’appalto dei lavori di “adeguamento strutturale, funzionale e impiantistico del Presidio Ospedaliero di Trebisacce” utilizzando il finanziamento complessivo di 2milioni 936mila.448,26 euro impegnati, come si ricorderà, dall’ex Commissario ad Acta Andrea Urbani prima delle sue dimissioni da Dirigente Generale del Ministero della Salute. Secondo la suddetta “Determina a contrarre” sottoscritta nella giornata di ieri dall’Ing. Capristo, dei 2milioni.937mila.448,26 euro, 90mila euro sono destinati alla “verifica della vulnerabilità sismica dell’intera struttura”; 2milioni357mila euro ai “lavori di adeguamento del blocco operatorio e 489mila euro, pari al 20% dell’intero importo, per far fronte ad eventuali imprevisti in fase di esecuzione dei lavori”. Una notizia, quella diffusa ieri dai vertici dell’Asp di Cosenza, che le popolazioni locali attendono ormai da oltre 12 anni: esattamente dal 2010 allorquando, con un colpo di mano e una scelta da tutti ritenuta iniqua e scellerata, sono stati chiusi gli ospedali territoriali di Trebisacce, Cariati e Praia a Mare finendo per ingolfare e destabilizzare gli ospedali spoke, per sottrarre alle popolazioni locali il diritto ad una sanità dignitosa e ad incrementare vistosamente la migrazione sanitaria passiva verso le regioni confinanti. Fin da allora sono cominciate le battaglie civili e sempre pacifiche delle amministrazioni comunali che si sono succedute che solo fino a un certo punto hanno visto quali protagonisti tutti i Sindaci dell’Alto Jonio saliti sulle barricate a fianco dei propri concittadini. Poi, piano piano, la battaglia pro-ospedale è rimasta appannaggio del solo comune di Trebisacce che, ieri come oggi, si è battuto sul piano legale e con impegno anche finanziario per tenere desta la fiammella della speranza. Fiammella che oggi pare volersi riaccendere ma che deve fare i conti con la lentezza esasperante della burocrazia per cui, oggi più di ieri, è necessario tornare a fare squadra perché l’Ospedale non è riservato solo ai trebisaccesi ma rappresenta una risorsa per tutte le popolazioni del Comprensorio che va da Cassano Jonio fino a Rocca Imperiale.

Pino La Rocca

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