Trebisacce. Nuovo Pontile: emesse ordinanze di divieto di pesca, attracco, accesso di mezzi motorizzati e balneazione



Trebisacce. Progettare e realizzare un bell’aeroporto e poi vietare lo scalo e il decollo degli aerei. Sembra questo l’accostamento più efficace e più confacente per spiegare la recente Ordinanza adottata dal Comune di Trebisacce che, appena completati i lavori di ristrutturazione, di prolungamento e di riqualificazione dello storico Pontile di Trebisacce, richiamandosi a due Ordinanze dell’Autorità Marittima risalenti nientemeno al 2000 e al 2003, ha deciso di imporre sullo stesso Pontile il divieto di pesca, di attracco, di accesso di mezzi motorizzati, di balnenazione nel raggio di 50 metri e della pratica dei tuffi.

Sacrosanto il divieto di accesso alle auto ed ai velocipedi, che per la verità è rimasto sempre vigente, ma vietare in particolare l’attracco delle “paranze” per la cui prioritaria finalità è stato realizzato il Pontile, risulta veramente incomprensibile e paradossale. Si tratta infatti di uno dei pochi e preziosi marcatori identitari della tradizione marinara di Trebisacce, da sempre utilizzato per la pesca sportiva, per l’attracco dei pescherecci, per lo sbarco del pescato e anche per dare sfogo all’adrenalina attraverso la goliardica pratica dei tuffi. Un tempo, il primo tuffo dal Pontile, effettuato quasi sempre di nascosto dai genitori e praticato per lo più “di piedi e non di testa”, per i ragazzi rappresentava il giro di boa, il passaggio generazionale dalla fanciullezza all’adolescenza. Per non parlare poi del divieto della pesca sportiva con l’uso della “lenza” praticata da tantissimi appassionati più per passatempo che per necessità! In realtà non si capisce bene quali siano le insondabili ragioni che hanno prodotto questa Ordinanza. Sicuramente ci saranno legittime ragioni di tutela della sicurezza di chiunque a vario titolo utilizza il Pontile, ma appellarsi a due Ordinanze preistoriche, emesse dalla Capitaneria di Porto di Crotone a cavallo degli anni 2000, quando cioè l’Ufficio Circondraiale Marittimo di Corigliano-Rossano non era ancora stato istituito, Ordinanze entrambe datate oltre 20 anni orsono ed emesse quando il Pontile era pericolante e pericosolo perchè ridotto a un rudere, significa imbalsamare un bene comune e contribuire ad un inutile spreco di risorse pubbliche. E’ infatti il caso di ricordare che solo gli ultimi lavori sono costati oltre 1milione di euro e che altre preziose risorse erano già state spese negli anni ’90 per mano della Giunta-Novielli e nel 2018 in concomitanza con l’esecuzione dei lavori di riqualificazione del Lungomare e dell’area del Pontile. Oggi il Pontile, grazie agli incenti investimenti è tornato ad essere una splendida realtà, un’autentica icona della storia marinara di Trebisacce e come tale è doveroso valorizzarlo inserendolo semmai in un percorso storico-culturale. E’ altresì doveroso preservarlo attraverso controlli severi e stringenti, ma farne solo un luogo dell’anima, un reperto da museo da tenere sigillato in una teca, non rende omaggio alla sua storia e al suo ruolo di testimone del tempo e di centro nevralgico della tradizione marinara di Trebisacce.

Pino La Rocca

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