Trebisacce. Leonetti: Metodi politici che non aggregano ma distruggono



Al fine di fare chiarezza, mi permetto di riepilogare la riunione del Circolo PD di Trebisacce così da ottenere un quadro chiaro e completo della situazione. Ieri, 10.01.22, nel corso del Congresso per l’elezione del Segretario cittadino del Circolo PD di Trebisacce si sono svolte le elezioni congressuali. A tal proposito, segnalo che su 17 tesserati, aventi diritto al voto, 14 si sono presentati all’elezioni. Nell’ambito della discussione sono emersi due possibili candidati alla guida del circolo di Trebisacce, creando una spaccatura, poiché nessuna delle due candidature avrebbe ottenuto la convergenza dei voti di tutti i presenti. Ragion per cui, uno dei candidati, Maria Francesca Aloise, pur riscontrando di fatto una maggioranza sostanziale e numerica, ha deciso di ritirare la propria candidatura per evitare di spazzare via quel che restava del Circolo, già provato da una insussistenza territoriale riscontrata prima e dopo le Amministrative e oggetto di numerose polemiche che hanno aggravato la situazione di malessere.

Basti pensare che su 46 candidati alle Amministrative della cittadina Jonica, nessuno possedeva la tessera del Partito Democratico a dimostrazione del fatto che il Circolo di Trebisacce non è riuscito ad inserirsi nel tessuto politico del paese. Motivo per cui, la stessa Franca Aloise propone una candidatura di superamento, al fine di ottenere una ripartenza unitaria per il bene del partito, così come fatto in altri Circoli. A questo punto, il tesserato Umberto Tripaldi, giovane rappresentante del Dipartimento di Giurisprudenza presso l’Università “Alma Mater Studiorum” di Bologna, dopo una discussione dai toni caldi ha chiesto al sottoscritto proporre la mia candidatura come superamento dell’empasse. Ciò mi avrebbe portato ad ottenere la maggioranza relativa dei voti, rispetto al secondo candidato, Remo Spatola. Pertanto, nella dichiarazione di voto, ho chiesto a Spatola di fare un passo indietro, visto che aveva solo i voti della minoranza del partito (solo 4), cosi da permettere l’inizio di una nuova stagione. In questa fase, dopo una riunione tenutasi solo tra i 4 componenti della minoranza e il candidato Spatola, quest’ultimo non ha inteso ritirare la propria candidatura. Alla luce di questo atteggiamento ostruzionistico e divisivo e riscontrata l’impossibilità di avere una candidatura unitaria, dopo aver inviato il candidato Spatola a non spaccare il partito dirottandolo in una direzione ancor più marginale rispetto allo scenario politico di Trebisacce, ho ritirato la disponibilità richiestami dagli altri tesserati. Il risultato finale è paradossale quanto irragionevole: 5 soli voti per Remo Spatola, 7 schede bianche e 2 tesserati hanno abbandonato la sala per protesta sia sul merito che sul metodo attuato. Emerge chiaramente la mancanza di una rappresentanza politica tale da incidere sul tessuto sociale cittadino e rifondare un Circolo, ormai da tempo spento e incapace di incidere sulla vita politica del paese. A tal proposito ritengo doveroso chiarire la mia posizione in merito a quanto avvenuto: Remo Spatola si conferma divisivo! La persona sbagliata al posto giusto. Oggi più che mai abbiamo bisogno di forze fresche, capaci di aggregare i giovani e non solo. Non ho mai visto una vicenda così ambigua e irragionevole. Un Segretario viene eletto in un clima di contestazione, così surreale che risultano più schede bianche che voti ottenuti, non contando i 2 tesserati che hanno abbandonato la sala per protesta. Il tutto evidenza senza dubbio alcuno che il Circolo di Trebisacce al momento è in mano ad un Segretario che non rispecchia il volere non solo degli stessi tesserati ma con il suo atteggiamento rischia, se non ha già, ridotto il Circolo ad un mero riflesso di quello che lui rappresenta: la vecchia politica che nulla ha a che vedere con quello che la società oggi richiede. Chiaramente sintomo di una poca lungimiranza politica, che ha portato il Segretario ad accettare un risultato a dir poco distruttivo e dequalificante, ma, soprattutto, rende poco credibile il ruolo di Segretario ricoperto con questi metodi. Un Segretario che si ritrova nuovamente in minoranza. Questo partito, o quello che resta del PD locale, è un Partito poco attrattivo, in controtendenza rispetto a quello che succede in Calabria con Nicola Irto (Segretario Regionale del PD), che sta cercando di “rigenerarlo”, avvicinando donne, uomini e giovani di buona volontà. Questo atteggiamento positivo si è evidenziato non solo con l’elezione di Irto, ma anche con l’elezione di Vittorio Pecoraro come Segretario Provinciale del Pd Cosentino, e con l’elezione (ad esempio) del giovane Segretario del Pd Villapianese Joseph Guida. Purtroppo a Trebisacce questo non è stato possibile a causa di logiche di sistema che hanno relegato il PD cittadino a fanalino di coda. Questo metodo di fare politica così strutturato non riuscirà ad aggregare, ma sarà distruttivo non solo per il Segretario (Remo Spatola) ma anche per la Sinistra intesa in senso ampio. Il Circolo si ritrova ad essere nuovamente diviso a causa delle stesse persone che l’hanno ridotto all’inesistenza politica territoriale, non riuscendo neanche a formare una lista alle ultime Amministrative. Con questo gesto, compiuto da Remo Spatola abbiamo perso tutti! Questo atteggiamento deve essere stigmatizzato e condannato per merito e metodo irragionevole. Noi, nonostante tutto, abbiamo dato una lezione di sapienza politica, il Segretario Remo Spatola, con mio rammarico, non ha colto molti dei gesti che spesso sono più importanti delle parole. Inoltre, la cosa che davvero resta di cattivo gusto è l’insegnamento che i “veterani” del circolo hanno dato a tutti gli iscritti, giovani e meno giovani. Un gesto diseducativo figlio di logiche aride e in controtendenza con una politica nuova, aggregante e di ampio respiro. Tuttavia, mi riservo ogni altra attività politica che possa rimettere al centro la dignità di quel che resta del PD cittadino.

Dott. Michele Leonetti – Università della Calabria

Comunicato Stampa

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