Trebisacce. Comunali all’insegna della confusione, dura requisitoria di Remo Spatola

TREBISACCE – Dura presa di posizione di Remo Spatola, già vice-sindaco di Trebisacce ed esponente politico di lungo corso, nei confronti dell’attuale situazione politica che, nell’imminenza della campagna elettorale a suo avviso si presenta confusa, caotica e non promettere niente di buono per il futuro di Trebisacce.

Remo Spatola

“E’ davvero molto triste – esordisce l’Arch. Remo Spatola – assistere impotenti allo scempio politico-culturale che si sta consumando ai danni della nostra città in balia di giornate di isterica frenesia politica che sta portando al proliferare di candidati-sindaci spinti solo da autoreferenzialità e da presunte competenze, acquisite peraltro all’improvviso, di cui tutti sarebbero depositari e portatori e pronti a ripristinare a Trebisacce democrazia e legalità. Tutti contro tutti, – incalza ancora l’esponente del PD che riserva le bordate più pesanti proprio al suo partito – ciascuno rinchiuso nel proprio piccolo recinto di presunzione, millantando schiere di sostenitori e militanti alle spalle che per la verità nessuno ha il coraggio di mostrare all’opinione pubblica”. Secondo Spatola nubi oscure e minacciose si addensano dunque sul futuro della cittadina jonica divenuta all’improvviso patria di politici improvvisati e incompetenti, di uomini senza storia politica e senza alcuna investitura popolare che rivendicano ruoli che nessuna prova elettorale ha loro riconosciuto e che, ciò nonostante, si apprestano a contendersi quello che rimane di Trebisacce dopo lo scivolone degli amministratori in carica e dopo un anno di commissariamento. “Si tratta – sempre secondo l’Arch. Spatola – di autentici mentori anonimi di se stessi che si affannano ad organizzare incontri per scoraggiare taluni e promuovere altri, per facilitare e favorire possibili alleanze attraverso cui presumono di arrivare alla vittoria elettorale…. Accozzaglie indistinte, improvvisate coalizioni politiche, – prosegue Remo Spatola – che accomunano populisti, qualunquisti, apolitici, rivoluzionari, uomini di sinistra e uomini di destra, tutti portatori di visioni strategiche, tutti propugnatori del principio che la differenza è un valore assoluto, mentre per tutti gli uomini di buon senso tutto questo è assoluta confusione, è litigio garantito ed è mancanza assoluta di visione politica”. Spatola quindi prefigura una campagna elettorale condotta all’insegna della confusione, del pressapochismo culturale, delle reciproche delegittimazioni e caratterizzata dal forte scadimento del dibattito politico a cui, a suo dire, ha contribuito, assumendosi gravi responsabilità, anche il suo Partito. “In tutta questa confusa ed incerta situazione – scrive infatti l’Arch. Spatola – non brilla certamente il ruolo del Partito Democratico che, dopo anni di silenzio assordante, non solo non riesce a fare chiarezza sul suo ruolo nonostante dichiarazioni pubbliche di fittizie alleanze di centro-sinistra, ma trova il tempo di fare riunioni segrete per indicare candidati-sindaci che nulla hanno a che fare con la storia del centro-sinistra. Ripristinare il normale dibattito politico – ammonisce l’esponente del PD – è il compito difficile a cui tutti saremo chiamati dopo la fine del qualunquismo e del pressapochismo. Trebisacce – conclude il già vice-sindaco dell’On. Antonio MUndo – non può affidare il suo futuro a chi è senza passato politico e senza una visione programmatica e politica dell’attività amministrativa”.

Pino La Rocca

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