Traffico di droga e ‘ndrangheta, estradato in Italia l’uomo dei Bellocco nei Balcani

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Si è conclusa ieri notte, all’aeroporto internazionale di Fiumicino, la procedura di estradizione di Bujar Sejdinaj, colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria il 5 dicembre 2019. Il provvedimento non era stato eseguito in quanto l’uomo era irreperibile all’estero. Era stato arrestato il 21 luglio scorso, in esecuzione di un mandato europeo ed internazionale. L’uomo è stato estradato dall’Albania.

Il gruppo criminale, articolato su più livelli e dotato di elevate disponibilità finanziarie, allo scopo di importare la cocaina, individuava in Sudamerica, in particolare in Argentina e Costarica, fonti di approvvigionamento di ingenti partite di quella sostanza stupefacente da inviare in Italia occultate, per il trasporto navale, in appositi borsoni all’interno di container. Per tali finalità, uomini della cosca Bellocco si sarebbero serviti di alcuni emissari che hanno effettuato diversi viaggi all’estero al fine di visionare lo stupefacente e contrattare con i referenti locali al fine di poter organizzare gli aspetti logistici dell’importazione,e, tra questi, Bujar Sejdinaj, alias “lo zio”, avamposto della ‘ndrina “Bellocco” nell’area balcanica, il quale partecipava, insieme ad altri sodali, all’organizzazione dell’acquisto in Spagna di circa 20 kg di cocaina.

«L’estradizione di oggi – spiega una nota della Guardia di Finanza – giunge al termine di serrate indagini condotte dal Nucleo Pef di Reggio Calabria e dal Servizio centrale investigazione criminalità organizzata di Roma, con il determinante supporto del II Reparto del Comando Generale del Corpo, della Direzione Centrale della Polizia Criminale, guidata dal Prefetto Rizzi, dal Segretariato Generale dell’Oipc-INterpol di Lione e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con il supporto operativo della Polizia di Stato albanese, nell’ambito del più ampio e prestigioso progetto I-Can (Interpol Coopeperation Against ‘Ndrangheta), promosso dall’Italia insieme ad Interpol che ha consentito, tra l’altro, di rintracciare e catturare in contemporanea, oltre al menzionato, ulteriori 5 ricercati in tre diversi stati esteri: Albania, Argentina e Costarica».

fonte LaCnews24

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